SCIS - Servizio per la Cultura e l'Informazione Scientifica

COMUNICATO 19/09/2000 

TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO So.l.e/UAI


PROTOCOLLO D’INTESA  
(7 settembre 2000)


  fra  la So.l.e., Gruppo Enel, con sede in Roma, via Tagliamento 46 C.F. 02322600541, in persona del legale rappresentante Ing. Giuseppe Nucci, ivi domiciliato per la carica, avente i poteri di Amministratore Delegato come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 5 aprile 2000 e
  L’Unione Astrofili Italiani (U.A.I.), Dipartimento di Astronomia, Università di Padova, Vicolo dell’Osservatorio 5, 35122 Padova, nella persona del Presidente Prof. Gabriele Vanin    


 
PREMESSO CHE: 

La So.l.e. è società leader nel settore della illuminazione pubblica ed artistica svolgendo una serie di attività tra le quali la progettazione, la realizzazione e la gestione degli impianti di illuminazione pubblica ed artistica e la fornitura di servizi innovativi quale, a titolo esemplificativo, il monitoraggio dell'inquinamento ambientale e del traffico veicolare; - la So.l.e., nell'esercizio delle proprie attività statutarie, mira al miglioramento della qualità della vita sia contribuendo, attraverso l'erogazione di un soddisfacente servizio di pubblica illuminazione, alla sicurezza del traffico veicolare, sia riducendo l'inquinamento, attraverso l'implementazione di soluzioni costruttive orientate alla ottimizzazione dell'uso dell'energia; - la U.A.I. è un'organizzazione impegnata da tempo nella lotta all’inquinamento luminoso, insidioso fenomeno artificiale dovuto alla dispersione della luce verso il cielo conseguente all’impiego di non idonee sorgenti di illuminazione.   


CONSIDERATO CHE:

Il progredire dell’uso irrazionale ed indiscriminato degli impianti di illuminazione in assenza di normative specifiche, oltre a limitare con sempre maggior incidenza l’attività di ricerca scientifica condotta da astronomi ed astrofili, comporta un notevole dispendio energetico inutilmente impiegato per “illuminare il cielo” che, in termini pratici, si traduce in un incremento dell’inquinamento atmosferico dovuto al maggior fabbisogno energetico ed un onere economico a carico dell’intera collettività. - Gli impianti di illuminazione mal progettati hanno effetti collaterali, quali: scarsa illuminazione a terra e ridotta sicurezza, abbagliamento ottico dei pedoni e degli automobilisti, limitazione dello scambio clorofilliano della flora, moria di insetti migranti dalle campagne alle città, disturbi psicofisici per i cittadini. - La progettazione mirata ed integrata mette in risalto la bellezza, l'armonia ed il fascino degli edifici e/o monumenti e/o aree di particolare pregio architettonico e/o storico e/o artistico. - Il dispendio relativo all’energia luminosa dispersa verso il cielo, nella sola Italia, è quantificabile in £ 350 Miliardi di Lire / anno; - Riducendo drasticamente il flusso luminoso diretto verso il cielo si avrebbero effetti benefici sulla bolletta petrolifera e sull'immissione di anidride carbonica nell'atmosfera; - Un impianto di illuminazione ben progettato può portare ad una drastica riduzione sia dei costi di costruzione dell’impianto (fino al 50%) sia dei costi di esercizio e manutenzione. - Per risolvere le problematiche esposte occorre una seria e programmata razionalizzazione dell'uso, delle forme e del tipo delle sorgenti di luce in esterni finalizzata al contenimento del consumo energetico causato dall'illuminazione degli esterni, sia pubblica che privata.   


Si conviene quanto segue


Le premesse costituiscono parte integrante del presente protocollo d'intesa.   


Art. 1   


La So.l.e. S.p.A. si impegna a conformare l'attività di progettazione degli impianti di illuminazione ai:   

1. Valori di illuminamento [Lux] e luminanza [Cd/m2] stabiliti dalla norma U.N.I. 10439; 

2. limiti del flusso disperso verso l’alto imposti dai Regolamenti Comunali o dalle Leggi Regionali laddove esistenti o, nel caso in cui manchi tale normativa, ai limiti fissati dal Regolamento Comunale di Ladispoli (Roma) e dalla Legge Regionale del Lazio.   

La So.l.e. S.p.A., altresì, si impegna a valutare la possibilità di realizzare gli impianti di illuminazione per esterni ricorrendo all'uso di: 

a) apparecchi orientati in modo tale da limitare l’emissione di flusso luminoso nell’emisfero superiore entro il 1% (valore medio riferito all’impianto), per gli impianti di illuminazione siti nelle aree ove sono ubicati gli osservatori astronomici, o nelle loro vicinanze,

b) apparecchi orientati in modo tale da limitare l’emissione di flusso luminoso nell’emisfero superiore entro il 3% (valore medio riferito all’impianto), per gli altri impianti di illuminazione per esterni;

c) apparecchi orientati in modo tale da limitare l’emissione del flusso luminoso nell’emisfero superiore entro il 7% (valore medio riferito all’impianto), per gli impianti di illuminazione dei centri sportivi, commerciali e ricreativi; 

d) lampade ad alta efficienza luminosa, preferibilmente al sodio A.P. o B.P., e non lampade al mercurio per la realizzazione di nuovi impianti;

e) altre tipologie di lampade (es. alogenuri, fluorescenti, xenon, alogene) per la realizzazione degli impianti di cui al punto c) di cui sopra.

La So.l.e. valuterà la possibilità di ricorrere, per la realizzazione degli impianti di illuminazione dei monumenti e manufatti di valore storico e artistico, sia alla tecnica di illuminazione radente dall'alto verso il basso (comunque preferibile, laddove è possibile utilizzarla) sia alla tecnica dal basso verso l’alto, nel qual caso i fasci di luce dovranno comunque essere proiettati con precisione sulle superfici da illuminare. Di norma, si limiterà il flusso luminoso emesso verso l’emisfero superiore ai valori minimi raggiungibili sia adoperando gli apparecchi schermati presenti sul mercato sia con progetti mirati a tale filosofia, comunque l’emissione di flusso luminoso nell’emisfero superiore dovrà essere contenuta entro il 10% (valore medio riferito all’impianto). .

Art. 2  

L’U.A.I. si impegna a diffondere capillarmente il presente protocollo d’intesa, tramite le associazioni / delegazioni di astrofili / gestori di osservatori astronomici aderenti all’Unione, dando disposizioni affinché il protocollo sia presentato e consegnato alle Amministrazioni dei Comuni dove ha sede l’associazione / delegazione o l’osservatorio. Il protocollo sarà pubblicato sulla rivista Astronomia, organo ufficiale dell’Unione Astrofili Italiani ed inviato alle riviste astronomiche / scientifiche nazionali per la pubblicazione. Il protocollo, tradotto in lingua inglese, sarà inviato a cura dell’U.A.I. all’I.D.A. International Dark Sky Association negli U.S.A.) per la pubblicazione di un estratto sul bollettino dell’I.D.A. L'U.A.I., annualmente, invierà alla So.l.e. l'elenco aggiornato degli osservatori astronomici affiliati all'Unione.   

Art. 3 

Il presente accordo, efficace dalla data di sottoscrizione, è valido per i prossimi 5 anni ed è tacitamente rinnovato per un analogo periodo, salva diversa dichiarazione di volontà delle parti che lo sottoscrivono.   

Art. 4 

L’U.A.I. e la So.l.e., con apposita conferenza stampa, renderanno nota l’avvenuta firma del protocollo d’intesa.
 



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