NOVA DELPHINI 2013

Da Commissione Divulgazione - Unione Astrofili Italiani.

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Indice

Telescopio remoto UAI


La Nova delfini 2013 al telescopio remoto UAI (#2 Skylive), 3 secondi di posa, filtro V, nella notte del 15 agosto, mV = 5.72. Luminosa al centro dell’immagine.

Durante lo notte si rilevano oscillazioni caotiche di un paio di decimi di magnitudine nel range di pochi minuti.



Liviano Betti, Thomas Bianchi, Bartolomeo Maioli


La Nova Delphini ripresa il 16 agosto 2013 dall’osservatorio Monte San Lorenzo (PU) - GADLF di Rimini


Fabio Briganti e Riccardo Mancini


Due osservazioni condotte nelle sere del 15 e 17 agosto da Riccardo Mancini e da Fabio Briganti.

In particolare la sera del 15 sembra che la nova abbia raggiunto il picco di 4.5 mag. Proprio in quella sera lo spettro mostra evidenti le righe in emissione H alpha ed H beta della serie di Balmer dell'idrogeno.

Due sere dopo la riga H beta è praticamente scomparsa mentre l'H alpha è risultata notevolmente affievolita, un effetto abbastanza anomalo, perlomeno su questa scala di tempi. E' capitato infatti di seguire altre nove galattiche ma senza mai rilevare variazioni così repentine; che spiegazione vi può essere? Forse una disomogeneità nel disco di materiale che probabilmente circonda la stella? E' il caso di seguire assiduamente questo inteeressante oggetto!

I dati di ripresa sono i seguenti:

Spettri eseguiti utilizzando un telescopio newtoniano 250 mm F5, abbinato ad una camera ccd Meade DSI Pro B/N munita di reticolo a trasmissione da 100 linee/mm "Star Analyzer"; risoluzione sullo spettro di 14 A/pix.

Software utilizzati: Iris per l'elaborazione e Visual Spec per la calibrazione.



Paolo Bacci - GAMP

San Marcello Pistoiese


Una NOVA è un esplosione termonucleare che avviene in un sistema binario stretto composto da una Supergigante Rossa e una Nana bianca. LA Nana Bianca attira gravitazionalmente parte dell'idrogeno e/o elio disperso dalla Supergigante Rossa

I gas si depositano sulla superficie della nana bianca dove vengono compressi e riscaldati ad altissime temperature dalla gravità della stella. Col passare del tempo, sempre più materiale si accumula finché la pressione e la temperatura raggiunte sono sufficienti ad innescare una reazione di fusione nucleare

Il nome di NOVA deriva dal latino "stella nova" (Tycho Brahe, astronomo danese, scrisse il "De Stella Nova" su un evento apparentemente simile osservato nel 1572)



Osservatorio di Punta Falcone (Piombino - Li)


Immagine ripresa il 16/08/2013. Il 16 agosto la Nova ha raggiunto il picco di luminosità (magnitudine 4,5).

Riprese effettuate con il telescopio realizzato da Officina Stellare, diametro 360 mm , focale 2880 mm , apertura f/8, configurazione ottica Ritchey-Chrétien, montatura a colonna 10 micron GM 2000 , Camera CCD SBIG STL 6303E.




Alfonso Mantero

Bernezzo Observatory C77



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