Passi sulla Luna: Piccolomini

Da Commissione Divulgazione - Unione Astrofili Italiani.

a cura di Alfonso Zaccaria e Paolo Morini


Piccolomini*
Longitudine Latitudine
32.2° E 29.7° S
Diametro 88 km.




La zona del cratere Piccolomini è mappata nelle mappe numero 96 e 97 delle "Lunar Astronautical Charts", scala 1:1.000.000, pubblicate dalla Defense Mapping Agency nel 1973 e disponibili on-line sul sito del Lunar and Planetary Institute.

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DESLANDRES


Questo grande cratere non fu riconosciuto come tale per molto tempo, ricevendo una denominazione ufficiale solo nell’ultimo secolo, da E. Antoniadi nel 1942. Avendo all’interno il cratere Hell, fu per lungo tempo denominato Hell’s Plain.


IL NOME


Henri-Alexandre Deslandres nasce a Parigi il 24 luglio 1853. Si laurea alla Ecole Politechnique nel 1874, poi si dedica allo studio degli spettri di radiazione emessi dalle molecole. In seguito si rivolge all’astrofisica e studia gli spettri dei pianeti, delle stelle e del Sole. Diventa direttore dell’Osservatorio di Meudon nel 1908 e poi, nel 1927-1929 dirige gli Osservatori riuniti di Meudon e Parigi. Si interessa soprattutto di fisica solare. Inventa lo spettrografo delle velocità grazie al quale riesce a stabilire la velocità delle stelle per via spettroscopica. Nel 1894 inventa uno spettroeliografo per la fotografia del Sole in luce monocromatica, invenzione fatta indipendentemente anche da Hale negli USA, pressoché contemporaneamente. Diventa membro dell’Academie des Sciences, dei Lincei come socio straniero, della Royal Astronomy Society e della National Academy of Sciences in USA. Muore a Parigi il 15 gennaio 1948.


IL CRATERE


Vastissimo cratere (234 Km), di forma assai vagamente esagonale, secondo, per quanto riguarda i crateri della faccia lunare rivolta a noi, solo al grande Bailly (303 Km) e più grande di Clavius (225 Km). E’ molto antico e molto degradato, con pareti solo in parte organizzate, prevalentemente sul versante orientale, verso Regiomontanus. In corrispondenza di questa regione si osserva un fondo liscio e scuro dovuto alla lava proveniente dal M. Nubium. A S di questa, Walter entra parzialmente all’interno di Deslandres e ne deforma il contorno. In corrispondenza di questo cratere, si nota, appoggiato al bordo orientale, una struttura vagamente circolare, contornata da processi montagnosi irregolari. Il bordo meridionale è occupato da Lexell (63 Km) (Anders J. Lexell, 1740-1784, svedese, si occupa di meccanica celeste) con pareti degradate e praticamente scomparse nella parte settentrionale. Più a O, vi sono alcuni crateri disposti a cerchio, come la corolla di un fiore. Il lato meridionale dell’esagono è concluso da Ball (41 Km)(William Ball, inglese, m.1690, conferma la scoperta degli anelli di Saturno da parte di Huygens). Proseguendo verso N lungo il bordo occidentale di Deslandres, si osservano altri crateri, in parte afferenti a Ball, in parte a Gauricus, fino a Hell (33 Km) (Maximilian Hell, 1720-1792, ungherese, fonda l’Osservatorio di Vienna) contenuto all’interno del grande cratere, dai bordi molto netti, e ricco di rilievi all’interno. Hell giace a sua volta sul bordo NO di un altro vecchio cratere, appena visibile, semisommerso dalla lava e degradato. Il bordo NO è parzialmente eroso e presenta, all’interno, una lunga infossatura costituita dall’unione di una lunga serie di crateri in parte degradati. Essa si estende per oltre 50 Km in direzione di Hell B. La parete N è scomparsa, e l’interno aggetta direttamente nel M. Nubium con alcuni craterini di contorno. A parte la zona orientale, il restante fondo di Deslandres è molto accidentato. In un bacino così vasto si dovrebbero vedere le classiche dorsali concentriche da impatto. Non ci sono, probabilmente perché ricoperte dalla lava. Prospiciente la regione circolare in corrispondenza di Walter, verso l’interno, sta una fila di craterini, seguita, verso S, da un cratere particolarmente brillante per la presenza di una corona di ejecta, il cosiddetto “Cassini’s bright spot”, che Cassini sostenne di averne visto in diretta la genesi da impatto, (Hell Q). A S di questa formazione sta un’altra serie di piccoli crateri disposti da NO a SE. Un po’ a O del centro del cratere, dove non si nota un chiaro picco centrale, sta una formazione montuosa a forma di V con vertice a N (residuo del picco?) e a N di questa una serie di collinette disposte in senso E-O.





Disegno del cratere Piccolomini (Alfonso Zaccaria)



Foto ad alta risoluzione del cratere Piccolomini e della Ruper Altai eseguita da  Paolo Lazzarotti. La foto a piena risoluzione puà essere visionata direttamente dal sito dell'autore.





* Il punto rosso sulla faccia della Luna indica la formazione interessata. Per indicare, approssimativamente, in quale periodo del ciclo lunare la formazione è facilmente visibile, la Luna è rappresentata in fase crescente con il terminatore che ha da poco superato la formazione - questo corrisponde a condizioni di illuminazione in luce radente (alba) della formazione stessa.


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