Sidewalk Astronomy

Da Commissione Divulgazione - Unione Astrofili Italiani.

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Versione delle 12:34, 5 apr 2008

Sidewalk Astronomy


Esplorando i siti Internet delle associazioni di astrofili americani e canadesi, ci si imbatte spesso nel termine "Sidewalk Astronomy". Letteralmente "astronomia da marciapiede", è un modo di divulgare l'astronomia che consiste nel mettere il telescopio sul cammino dei passanti che, per proseguire, lo devono evitare. E girando attorno al telescopio molti di loro, invitati dall'astrofilo, sono curiosi di dare un'occhiata e vengono coinvolti nell'osservazione dei crateri lunari o degli anelli di Saturno. Un modo semplice di proporre l'osservazione astronomica, di procurare alla gente un contatto personale con l'universo, attraverso un'esperienza diretta, senza mediazioni.


Un'esagerazione, una forzatura, quello che una volta si definiva una "americanata"?

(termine che oggi suona molto più provinciale di trenta anni fa, e che voleva contrapporre alla cultura dell'eccesso quella del buonsenso - la nostra naturalmente)

Onestamente crediamo di no.

Certamente il contesto è quanto di meno strutturato si può immaginare e il pubblico è il più generico possibile: l'incontro con l'astronomia si gioca sull'emozione dell'osservazione diretta e non sul terreno più culturale della lezione frontale, in cui l'astrofilo propone sé stesso come esperto, prepara i suoi argomenti con cura e propone una lettura guidata di eventi considerati di per sé complessi.

L'immediatezza, l'informalità e la semplicità della proposta non comportano il "consumo" in senso deteriore dell'osservazione: molte sono le persone che chiedono ragione di quanto si vede al telescopio, molte domande affiorano, spesso riemergono i ricordi di un'eclissi di Sole o di una cometa, e per un momento si dimenticano gli affanni quotidiani.


Negli Stati Uniti il "guru" di questo modo di intendere l'astronomia amatoriale è John Dobson, fondatore della associazione "The Sidewalk Astronomer" di San Francisco.

Ma esplorando i siti internet delle associazioni di astrofili in Italia si scoprono anche qui da noi gruppi che si danni da fare per portare i loro telescopi sui marciapiedi, nelle piazze di paese, alle manifestazioni enogastronomiche. Queste cose le chiamiamo di solito "osservazioni pubbliche" e rischiamo di ritrovarci come il famoso personaggio de "Il borghese gentiluomo" di Molière, il signor Jourdain: come costui scopre un giorno che scriveva in prosa senza saperlo, facendosene gran meraviglia, anche noi scopriamo che siamo da tempo "sidewalk astronomers" senza essercene neanche accorti!

Queste pagine della Commissione Divulgazione UAI vogliono essere un invito per gli astrofili a scendere in strada con i telescopi, a far osservare la Luna ai vicini di casa, ai compagni di scuola (propri o dei propri figli), agli amici davanti al bar, e vogliono servire da punto di raccolta di esperienze, suggerimenti e idee.

Un astrofilo chiese a John Dobson di autografargli il telescopio, lui acconsentì ma sotto alla sua firma scrisse: "milioni di occhi stanno aspettando…". Questo era per lui il senso di possedere uno strumento di osservazione.

Cieli Sereni a tutti

Paolo Morini - Commissione Divulgazione

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