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COMETE DI SETTEMBRE 2026
testo in corso di aggiornamento
C/2025 A6 Lemmon
Scoperta il 3 gennaio 2025 da Carson Fuls in quattro immagini ottenute durante il programma Catalina Sky Survey (CSS), utilizzando il telescopio riflettore da 1,5 m f/1,6 installato sul Monte Lemmon, Monti Santa Catalina, Arizona (Stati Uniti). Inizialmente era stata identificata come un oggetto simile a un asteroide di magnitudine 21,5, situato a 0,5° dalla galassia NGC 2454 nella costellazione dei Gemelli.
Dopo la pubblicazione dei dati sul sito web NEOCP del Minor Planet Center (MPC), l'oggetto è stato osservato dal Mauna Kea, alle Hawaii, confermandone la natura cometaria. Il 6 gennaio ha mostrato una chioma condensata senza coda, e il 21 febbraio, immagini ad alta risoluzione hanno rivelato una chioma più compatta e una coda corta, lunga 2 secondi d'arco.
La cometa è stata identificata anche in immagini pre-scoperta scattate tra novembre e dicembre 2024 con i telescopi Pan-STARRS1 e Pan-STARRS2 su Haleakala. Tuttavia, queste immagini non erano sufficientemente nitide per confermare il suo aspetto cometario.
L'orbita calcolata indica che si tratta di una cometa dinamicamente vecchia, con una traiettoria quasi parabolica e un periodo di circa 1.400 anni. Il suo perielio avverrà l'8 novembre 2025, a una distanza di 0,53 UA dal Sole, tra le orbite di Venere e Mercurio. Il suo massimo avvicinamento alla Terra avverrà il 21 ottobre, a 0,68 UA dal nostro pianeta.
La cometa C/2025 A6 (Lemmon) ha mostrato scarsa attività dalla sua scoperta fino alla fine di marzo 2025, quando mostrava ancora una luminosità di magnitudine 21. Successivamente è diventata inosservabile a causa della sua congiunzione solare, riacquistando visibilità a metà agosto con una luminosità totale di magnitudine 14. A partire dal 19 agosto, diversi osservatori hanno segnalato un insolito aumento della luminosità fino a magnitudine 11 e lo sviluppo di un'ampia chioma gassosa, confermando l'esplosione del MPC.
Tenendo conto di queste ultime misurazioni della luminosità totale, si può desumere che ci sia stato un outburst. La curva di luce calcolata prevede una luminosità massima prossima alla magnitudine 2 tra le date del suo avvicinamento alla Terra e del perielio, il che ne consentirebbe (usiamo la massima cautela) l'osservazione a occhio nudo tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre 2025.
Tuttavia, dato che sono trascorsi solo pochi giorni dal outburst, è molto probabile che il suo effetto diminuisca rapidamente e che la cometa raggiunga un massimo di diverse magnitudini inferiore. Le osservazioni effettuate a settembre saranno decisive. Inoltre, l'oggetto presenta un rischio moderato di disintegrazione secondo il limite di sopravvivenza di Bortle.
Data la geometria orbitale del suo avvicinamento, la cometa C/2025 A6 (Lemmon) sarà visibile dall'emisfero settentrionale durante le ore serali, in direzione est-nordest. A partire da metà settembre, a magnitudine 8, sarà visibile con un binocolo. Con il suo rapido aumento di luminosità, scenderà nel cielo dell'alba a metà ottobre 2025, raggiungendo potenzialmente la magnitudine 3,5, e diventando quindi visibile a occhio nudo.
In seguito, sempre dall'emisfero settentrionale, la finestra di osservazione ideale si sposterà al crepuscolo. La cometa sarà visibile senza interferenze lunari tra fine ottobre e inizio novembre, bassa sull'orizzonte ovest-nordovest. Raggiungerà la sua massima luminosità intorno alla magnitudine 2, facilmente visibile a occhio nudo fino al 24 ottobre, ultimo giorno senza Luna.
Entro metà novembre, la cometa non sarà più osservabile, immergendosi nella luce serale sull'orizzonte occidentale, dopo essersi leggermente attenuata fino a raggiungere una magnitudine di 2,5. Non sarà più visibile dall'emisfero settentrionale.
Sebbene vi sia ancora molta incertezza sull'evoluzione della cometa C/2025 A6 (Lemmon), se l'attività osservata finora dovesse continuare, la sua luminosità si aggirerà intorno alla magnitudine 10 entro l'inizio di settembre, rendendola osservabile visivamente con piccoli telescopi o binocoli giganti. Entro la metà del mese, la sua luminosità apparente potrebbe aumentare fino a magnitudine 8,5, consentendone l'osservazione con un binocolo standard 10x50 o equivalente. Se questa tendenza dovesse continuare, entro la fine di settembre la sua luminosità potrebbe avvicinarsi alla magnitudine 7, facilmente visibile con un binocolo anche da aree con moderato inquinamento luminoso.
Per quanto riguarda la morfologia, dato che la cometa mostra una considerevole attività gassosa e pochissime emissioni di polveri, è probabile che la chioma verdastra continui ad aumentare di diametro a settembre. Si prevede inoltre che nei prossimi giorni inizierà a svilupparsi una coda di ioni, che aumenterà di lunghezza nel corso del mese, mentre la formazione di una coda di polveri sembra improbabile.
Curva di luce della cometa C/2025 A6 Lemmon
| Mappa di visibilità della cometa C/2025 A6 Lemmon
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C/2025 K1 ATLAS
La cometa C/2025 K1 ATLAS è una delle scoperte più recenti nel nostro sistema solare, appartenente al gruppo delle comete a lungo periodo. È stata osservata per la prima volta il 23 maggio 2025 grazie al telescopio automatizzato ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), un progetto che monitora il cielo per individuare oggetti celesti potenzialmente pericolosi. L'ATLAS, basato alle Hawaii, ha identificato la cometa quando si trovava ancora a una notevole distanza dalla Terra, rendendo la scoperta ancora più affascinante.
Intorno al 6 agosto, il trend di aumento della luminosità della cometa C/2025 K1 (ATLAS) si è interrotto, perdendo improvvisamente quasi mezza magnitudine, da 12,3 a 12,8 (in media). A quel tempo, si trovava a 1,47 UA dal Sole, il che potrebbe essere un segno che il nucleo aveva iniziato un processo di frammentazione. Data la sua magnitudine assoluta, a quella distanza stava già entrando nella zona a rischio di disintegrazione secondo la formula del limite di sopravvivenza di Bortle.
Dopo questo calo, la cometa ha continuato ad aumentare di luminosità, seppur più lentamente, fino a raggiungere circa la magnitudine 12 a metà agosto. Successivamente, nella seconda metà del mese, le stime della luminosità totale non hanno riflesso un aumento, ma piuttosto il contrario: una leggera perdita di luminosità. Sebbene la dispersione dei dati renda difficile la conferma, questo è ciò che osservo personalmente.
Per quanto riguarda la morfologia, il diametro della chioma non offre conclusioni chiare. Sebbene oscilli, probabilmente a causa di diversi strumenti e condizioni di osservazione, rimane a circa 2 minuti d'arco (tra 50.000 e 75.000 km di dimensioni reali). Tuttavia, la condensazione della chioma ha mostrato un andamento anomalo, diminuendo la sua intensità da 5 a 3 gradi dopo il calo di luminosità di inizio agosto, indicando che il picco di luminosità attorno al nucleo si è attenuato.
La coda, che appare prevalentemente polverosa nonostante sia orientata completamente antisolare, ha continuato a svilupparsi, guadagnando intensità e lunghezza fino a raggiungere circa mezzo grado.
Considerata questa incertezza, è difficile fare una previsione, il che è già di per sé un'impresa rischiosa nel mondo delle comete.
Se la cometa non ha ancora iniziato la sua disintegrazione e, dopo aver raggiunto una luminosità di magnitudine 12 a fine agosto, dovrebbe riprendere il processo di aumento di luminosità a settembre. Inizialmente, la sua luminosità salirebbe lentamente da magnitudine 12 a 11,5 entro la metà del mese, diventando osservabile visivamente con telescopi di media apertura. Successivamente, nella seconda metà di settembre, l'aumento sarebbe più rapido, raggiungendo la magnitudine 10 entro la fine del mese, momento in cui potrebbe essere osservata con piccoli telescopi. Anche fotografarla sarebbe relativamente facile con un'attrezzatura modesta.
Se si verificasse la disintegrazione, lo scenario tipico sarebbe una lenta diminuzione della luminosità, una perdita di condensazione e una rapida sfocatura della chioma, mentre la coda non continuerebbe a crescere ma rimarrebbe osservabile per un bel po' di tempo.
Nei primi giorni di settembre, si muoverà rapidamente verso sud-ovest, attraversando la zona di cielo compresa tra la Bilancia e la Vergine. Tra il 6 e il 7, passerà a circa 2,4° dall'ammasso globulare NGC 5634, un oggetto debole ma interessante, che fornirà un buon punto di riferimento per osservarlo o fotografarlo.
Una volta all'interno della Vergine, tra il 19 e il 20 settembre, avrà un incontro più suggestivo quando si congiungerà al pianeta Marte, raggiungendo una separazione minima di 2,3°. L'apparente vicinanza tra i due permetterà di inquadrarli facilmente nello stesso campo visivo con un binocolo o un telescopio a grande campo, offrendo un'immagine suggestiva.
Alla fine del mese, tra il 25 e il 26, la cometa passerà a circa 3° a sud di Spica (Alpha Virginis), la stella più luminosa della costellazione, di magnitudine 1.
Curva di luce della cometa C/2025 K1 ATLAS
| Mappa di visibilità della cometa C/2025 K1 ATLAS
| Mappa di visibilità della cometa C/2025 K1 ATLAS
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3I Atlas
Scoperto il 1 luglio 2025 in quattro immagini ottenute durante il programma di sorveglianza ATLAS (Asteroid Terrestrial-Impact Last Alert System) utilizzando il telescopio Schmidt da 0,5 m f/2 installato a Río Hurtado (Cile), è stato inizialmente identificato come un oggetto simile a un asteroide di magnitudine 18 situato nella costellazione del Sagittario.
L'oggetto non era particolarmente debole, ma la sua vicinanza al piano della Via Lattea, con la conseguente elevata densità stellare nella zona, ne ha probabilmente impedito la scoperta anticipata. Ora, mentre attraversava una fascia oscura di polvere galattica, è stato rilevato e confermato.
Provvisoriamente catalogato con la designazione A11pl3Z dal Minor Planet Center (MPC), il centro di Harvard per la raccolta di osservazioni di pianeti minori e comete, il 2 luglio l'astronomo amatoriale Sam Deen (Simi Valley, California, USA) è stato il primo a segnalare una possibile attività cometaria, sotto forma di una coda ampia e corta, di 1 secondo d'arco.
Tra tutti i resoconti della comunità osservativa, Robert Weryk e Richard Wainscoat (Western Ontario University, Canada), che hanno ottenuto immagini il 2 luglio con il telescopio CFHT da 3,6 metri sul Mauna Kea, alle Hawaii, hanno osservato che l'oggetto presentava una chioma altamente condensata di 1,3 secondi d'arco e una coda corta, di lunghezza compresa tra 3 e 4 secondi d'arco, confermando finalmente la sua natura cometaria.
Inoltre, Sam Deen ha identificato diverse immagini precedenti alla scoperta ottenute dal sistema ATLAS in Cile e Sudafrica, alcune risalenti al 5 giugno, il cui arco di osservazione astrometrica ha permesso a Shuichi Nakano (Central Bureau for Astronomical Telegrams, CBAT) di confermare che l'orbita della cometa aveva una forma iperbolica.
Un'orbita iperbolica è una traiettoria aperta con un'eccentricità maggiore di 1, non legata gravitazionalmente al Sole. Ciò significa che l'oggetto ha origine dallo spazio interstellare, entrando e uscendo dal Sistema Solare: dopo il suo avvicinamento, si allontanerà definitivamente verso altre stelle della nostra galassia.
Scoperto nel 2017, l'asteroide 1I/ʻOumuamua è stato il primo oggetto interstellare rilevato, attraversando il Sistema Solare a circa 26 km/s con un'orbita iperbolica di eccentricità 1,2. Nel 2019, la cometa 2I/Borisov è diventata il secondo oggetto interstellare noto, passando a circa 32 km/s con un'eccentricità di 3,4.
Questo terzo oggetto interstellare, denominato 3I/ATLAS, ha un'orbita retrograda, opposta al moto planetario, con una bassa inclinazione rispetto al piano del Sistema Solare di i = 175°, e un'eccentricità molto elevata di e = 6,3, raggiungendo una velocità di passaggio di 69 km/s, la più alta finora registrata tra gli oggetti interstellari conosciuti.
Il perielio si verificherà il 29 ottobre 2025, quando la cometa raggiungerà la sua distanza minima dal Sole di 1,36 unità astronomiche (UA), trovandosi tra le orbite di Marte e della Terra. Il suo massimo avvicinamento alla Terra avverrà il 19 dicembre 2025, passando entro 1,80 UA dal nostro pianeta, una distanza considerevole. Inoltre, la cometa effettuerà un passaggio relativamente ravvicinato vicino a Marte il 3 ottobre 2025, a 0,20 UA, e vicino a Giove il 16 marzo 2026, a 0,34 UA.
Sin dalla sua scoperta, 3I/ATLAS è stata poco frequente. Durante il mese di luglio, la sua luminosità è aumentata solo da magnitudine 18 a 17. Presentava una chioma minuscola e altamente condensata, al limite della risoluzione delle apparecchiature amatoriali, con una dimensione angolare di circa 0,2 minuti d'arco, equivalenti a circa 30.000 km di dimensioni reali.
I dettagli della chioma e della coda sono stati osservati solo a luglio utilizzando telescopi di osservatori professionali. Il 15 luglio, un team di astronomi dell'Istituto di Astronomia dell'Università delle Hawaii ha ottenuto un'immagine a colori ad alta risoluzione della cometa utilizzando il telescopio Gemini North, rivelandone la chioma compatta: una nube di gas e polvere che circonda il nucleo ghiacciato.
Data la geometria orbitale del suo avvicinamento, la cometa 3I/ATLAS sarà visibile in tutto il mondo nella seconda metà del 2025, alle seguenti condizioni di visibilità:
Dall'emisfero settentrionale, sarà visibile fino all'inizio di settembre, raggiungendo la magnitudine 15,5 all'inizio della notte, sebbene scenderà gradualmente verso l'orizzonte occidentale.
Durante il mese di ottobre, sarà inosservabile da tutto il mondo perché in congiunzione con il Sole. Alla fine del mese, raggiungerà il perielio e la sua massima luminosità, stimata tra la magnitudine 14 e la 13,5, sebbene rimarrà ancora nascosta. A partire dalla seconda settimana di novembre, sarà di nuovo visibile dall'emisfero settentrionale prima dell'alba, sorgendo sopra l'orizzonte orientale con una luminosità prossima alla magnitudine 14. Nell'emisfero meridionale, riapparirà intorno all'ultima settimana di novembre, con una luminosità simile.
A dicembre, la cometa interstellare 3I/ATLAS guadagnerà rapidamente quota nel cielo durante il crepuscolo mattutino: verso sud-est nell'emisfero settentrionale e verso est in quello meridionale. Scomparirà lentamente nel corso del mese, scendendo dalla magnitudine 14 alla magnitudine 15.
Curva di luce della cometa 3I Atlas
| Mappa di visibilità della cometa 3I Atlas
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Le mappe fornite sono indicative e per l'intero mese. Poiché le comete si spostano (anche notevolmente) da una sera all'altra, si consiglia, a chiunque si appresti all'osservazione degli astri chiomati, di munirsi di mappe dettagliate con stelle di riferimento per giorno ed ora di osservazione scaricabili dai comuni programmi di simulazione del cielo o contattare la sezione comete UAI.
Effemeridi aggiornate delle comete presentate sono disponibili sul sito del Minor Planet Center:
http://www.cfa.harvard.edu/iau/Ephemerides/Comets/index.html
Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Comete UAI: http://comete.uai.it mail comete@uai.it
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