|
Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese!
|
Il Cielo del Mese UAI è uno strumento utile e sempre aggiornato a disposizione di tutti gli appassionati. Per imparare a muovere i primi passi dell’osservazione astronomica ad occhio nudo o con l'aiuto del binocolo e del telescopio, il Cielo del Mese non è che il trampolino di lancio verso un servizio nato per aiutare chi vuole diventare astrofilo: L' Apprendista Astrofilo, per gli amici o semplicemente AA. AA mette a disposizione un testo introduttivo, programmi di osservazione, una pagina di risorse in continuo sviluppo con testi, mappe, carte della Luna e del cielo e, soprattutto, la possibilità di fare domande e di confrontarsi con altri astrofili. Diventa amico del Cielo del Mese e dell' Apprendista Astrofilo: osserva il cielo e condividi con altri questa emozionante esperienza!
INDICE
SATURNO a pochi giorni dall’opposizione
Autore: Giovanni Fidone.
Il pianeta Saturno è uno dei protagonisti più attesi del cielo dell’autunno 2026 per l’opposizione che si verifica proprio nei primi giorni di ottobre, creando così le condizioni di osservabilità migliori per l’anno in corso.
Dati tecnici dell'immagine:
Saturno ripreso il 17/09/2026 alle ore 20:43 UT da Scicli (Ragusa).
Somma di immagini: 5x150s a 30 fps sommati con as2 e derotati con Winjuopos; elaborazione finale con Registax 5 e Ps 2020.
Strumentazione: Meade Lx200 inch10, barlow 1,5x, camera di ripresa Mars-C II, Software di cattura Sharpcap capture.
PER PRIMA COSA IL CIELO SERENO
|
Uno sguardo alle attuali condizioni meteo del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
Una previsione più mirata per gli osservatori del cielo: Le previsioni del seeing di Meteoblu
Il giorno 31 passa dalla costellazione della Vergine a quella della Bilancia.
- 1 ottobre: il sole sorge alle 7.09 ; tramonta alle 18.54
- 15 ottobre: il sole sorge alle 7.24; tramonta alle 18.31 (ora legale)
- 31 ottobre: il sole sorge alle 6.43; tramonta alle 17.08 (ora solare)
Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 1 ora e 20 minuti per una località alla latitudine media italiana.
Fino al 24 ottobre gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un'ora in più rispetto all'Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell'Europa Centrale).
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna in vigore l'ora solare.
(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).
Situazione delle macchie solari nel visibile dal sito dell'Osservatorio Solare Soho
Segnaliamo un sito alternativo per seguire l'aspetto del Sole giorno per giorno :
- https://umbra.nascom.nasa.gov/newsite/images.html
Le Fasi:
|
Fasi Lunari ottobre 2026
|
| Data
|
| Fase
| Orario
|
|
03/10/2026
|
| Ultimo Quarto
|
15h 25m
|
|
10/10/2026
|
| Luna Nuova
|
17h 50m
|
|
18/10/2026
|
| Primo Quarto
|
18h 13m
|
|
26/10/2026
|
| Luna Piena
|
05h 12m
|
Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:
CET (Central European Time = TU + 1h) da giovedì 1 gennaio 2026 a sabato 28 marzo 2026 e da domenica 25 ottobre 2026 a giovedì 31 dicembre 2026 CEST (Central European Summer Time = TU + 2h) da domenica 29 marzo 2026 a sabato 24 ottobre 2026.
Fino a sabato 28 marzo gli orari sono espressi in TMEC (Tempo Medio dell'Europa Centrale). Da domenica 29 marzo 2026 gli orari sono espressi in Ora Estiva (o "Ora Legale"), pari ad un'ora in più rispetto all'Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell'Europa Centrale), ovvero due ore in più rispetto al Tempo Universale (TU)
Diagramma di librazione per il mese di Ottobre 2026
Il diagramma è calcolato per le ore 00:00 TU.
Una breve spiegazione del fenomeno delle librazioni e perchè sono interessanti per chi osserva la Luna
- Fasi lunari e librazioni - a cura dello Scientific Visualization Studio della NASA
- Daily Moon Guide - NASA's interactive map for observing the Moon each day of the year.
Quando la Luna è piena e al perigeo si verifica un evento comunemente noto come Super-Luna. Ecco le date delle prossime Super-Lune.
Per una descrizione della periodicità delle fasi lunari nei vari mesi dell'anno, vedi il nostro articolo Mesi con cinque fasi lunari.
- Tutti i nomi della Luna Piena, un articolo in un notiziario a cura dell'ARAR di Ravenna spiega perchè periodicamente i media parlano di Lune con nomi fantasiosi, a volte fuorvianti (lune rosa, lune della fragola, ecc.).
- I Nomi e i Colori della Luna, un articolo a cura di Giuseppe Petricca (Astronomia Pratica) che illustra tutta la nomenclatura che viene data alle varie lune piene durante l'anno, risalendo alle sue origini storiche.
Passi sulla Luna: Sacrobosco
Archivio di Passi sulla Luna: osservazioni, storia e materiali lunari
Sezione a cura di Paolo Morini e Alfonso Zaccaria.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Sezione di Ricerca Luna UAI
OSSERVIAMO IL FALCETTO DI LUNA CRESCENTE
|
L'11 ottobre 2026, al tramonto del Sole, la Luna ha un'età di 24.8 h e una fase dello 1.3%. Il giorno successivo, 12 ottobre 2026, al tramonto del Sole la Luna ha un'età di 48.7h e una fase del 4.5%.
Da Astronomia UAI un interessante articolo sul "crescente" di Luna o "Hilal" (Astronomia UAI 4-2012 "L'Hilal e la Luna a barchetta" di G. De Donà)
A seconda della stagione, anche un'età relativamente avanzata (in ore) del falcetto di Luna, non lo rende automaticamente un soggetto facile : vedi la pagina sull'eclittica al tramonto.
Mappe del cielo realizzate con Stellarium
Le mappe di visibilità sono state concesse dal loro autore, il dr. R.H. (Rob) van Gent dell'Istituto di matematica dell'Università di Utrecht che ringraziamo per la collaborazione. Il dr. van Gent mantiene un sito sulle previsioni di visibilità del crescente di Luna.
L'attrazione gravitazionale combinata del Sole e della Luna sulle masse d'acqua che si trovano sul nostro pianeta genera un'onda la cui propagazione, vista dai siti che si trovano sulle coste, si traduce in un ciclico alzarsi e abbassarsi del livello del mare. Anticamente ritenuto una sorta di "respiro del mare", come se l'acqua venisse periodicamente inghiottita ed espulsa da grandi cavità sottomarine, questa variazione di livello può essere calcolata con i metodi della meccanica celeste: ci sono tuttavia contributi non facilmente prevedibili, come quelli legati ai venti e alle condizioni meteorologiche.
Dalla tabella che segue è possibile accedere ai grafici che esprimono le variazioni del livello del mare dovuta alla marea astronomica. I grafici sono relativi ai principali porti italiani (17 località).
Alla pagina Osserviamo le maree sono disponibili altri approfondimenti su questo affascinante campo di indagine e di studio.
- Pianeti di Ottobre 2026 : Le immagini nella colonna di destra mostrano lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. Cliccando sulle stesse si aprirà una versione a maggiore risoluzione.
- Dati tratti dal capitolo “I pianeti nel 2026” dell’Almanacco UAI, a cura di Giuseppe De Donà.
|
Mercurio: il pianeta è tornato nel cielo serale, ma sarà davvero difficile da individuare, dato che si mantiene molto basso sull’orizzonte occidentale, nascosto nella luce del crepuscolo. L’intervallo di tempo più lungo a disposizione per osservarlo si verifica il giorno 11, quando tramonta 47 minuti dopo il Sole. La massima elongazione serale viene raggiunta il giorno successivo, il 12, con il pianeta ad una distanza angolare di 25° 10’ dal Sole. A fine mese Mercurio si riavvicina al Sole.
|
|
|
Venere: il lungo periodo di osservabilità serale del pianeta, iniziato lo scorso mese di gennaio, giunge al termine. Il pianeta si avvicina sempre di più al Sole e già all’inizio del mese i due astri tramontano quasi in contemporanea. Venere è praticamente inosservabile per tutto il periodo, e raggiunge la congiunzione con il Sole il giorno 24. Dopo quella data la distanza angolare dalla nostra stella aumenta rapidamente e proprio alla fine del mese potremmo scorgerlo sull’orizzonte orientale tra le luci dell’alba. Venere rimane all’interno della costellazione della Vergine.
|
|
|
Marte: per il pianeta rosso non cambiano molto le condizioni di osservabilità rispetto ai mesi precedenti. Appare ad Est nel corso della seconda parte della notte e si eleva sempre più verso Sud Est all’apparire delle luci dell’alba. La novità più significativa è il suo graduale avvicinamento a Giove. Marte infatti completa il proprio percorso nella costellazione del Cancro, dove rimane fino al 30 ottobre. A fine mese entra nel Leone, dove si trova, poco più in basso, anche Giove.
|
|
|
Giove: è uno dei pianeti protagonisti delle ore che precedono il sorgere del Sole. Come anticipato nel paragrafo precedente, anche Giove è osservabile nella seconda parte della notte nel cielo orientale, dove sorge dopo Marte. Il pianeta gigante prosegue la propria permanenza all’interno della costellazione del Leone, non molto lontano dalla stella Regolo.
|
|
|
Saturno: il corpo celeste protagonista indiscusso di questo mese di ottobre è, senza rivali, il pianeta Saturno. Il 4 ottobre raggiunge l’opposizione al Sole. Ricordiamo come di consueto che l’opposizione indica una posizione in cielo, appunto, opposta a quella del Sole. Il Sole tramonta e Saturno sorge, rimanendo visibile per tutta la notte. Contestualmente il pianeta si trova anche alla minima distanza dalla Terra, pari a circa 1.261.744.000 km. Si verificano così le condizioni ideali per osservarlo, ad occhio nudo e al telescopio, alla sua massima luminosità e dimensioni angolari apparenti. L’occasione ideale per apprezzare i dettagli dei sui magnifici anelli. Il pianeta sarà visibile ad oriente al calare dell’oscurità, al culmine a Sud nelle ore centrali della notte, per poi scendere ad oriente prima dell’alba. Saturno prosegue il suo lento moto retrogrado nella costellazione della Balena.
|
|
|
Urano: il pianeta è osservabile per quasi tutta la notte, nell’imminenza dell’opposizione, attesa per il mese di novembre. Possiamo individuare il pianeta ad oriente nel corso della tarda serata. Nel corso del mese Urano continua ad anticipare l’orario del proprio sorgere. La sua luminosità come di consueto è al limite della visibilità ad occhio nudo: si consiglia pertanto l’uso di un buon binocolo o di un telescopio per poterlo osservare agevolmente. Il pianeta continua a spostarsi molto lentamente, con moto retrogrado, nella costellazione del Toro.
|
|
|
Nettuno: dopo l’opposizione osservata il mese scorso, per il pianeta prosegue un periodo favorevole per le osservazioni. Lo si può seguire per quasi tutta la notte. Le condizioni di osservabilità sono ancora molto simili a quelle si Saturno: nelle prime ore della notte lo si può individuare in direzione Sud-Est. Successivamente il pianeta raggiunge la culminazione alla sua massima altezza a Sud. A causa della sua bassa luminosità, per osservare il pianeta è comunque necessario l’ausilio di un telescopio. Nettuno prosegue ancora la propria lunga permanenza nella costellazione dei Pesci, dove si sposta con moto retrogrado.
|
|
| Plutone
La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.
L’intervallo di osservabilità di Plutone è limitato alla prima parte della notte e nel corso del mese anticipa sempre più l’orario del suo tramonto. Possiamo ancora provare ad individuarlo a Sud-Ovest. Data la sua luminosità molto bassa, è sempre necessario l’utilizzo di un telescopio di adeguata potenza per poterlo individuare. Plutone si sposta molto lentamente nella costellazione del Capricorno.
|
|
Luna - Marte : 5 ottobre ore 03:00. (vedi mappa)
Luna - Giove : 6 ottobre ore 04:00. (vedi mappa)
Marte - M44 : 10 ottobre alle ore 05:00. (vedi mappa)
Marte - Saturno : 24 ottobre alle 21:00 . (vedi mappa)
OSSERVIAMO LE STELLE DOPPIE AL TELESCOPIO
|
Osserviamo insieme all'Apprendista Astrofilo la stella doppia del mese di ottobre 2026 Delta Cephei..
Per saperne di più sulle stelle doppie: una presentazione generale dell'argomento, la storia della loro osservazione e un repertorio bibliografico.
OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE
|
Approfondimenti, consigli per le osservazioni sulla pagina Come osservare la Stazione Spaziale Internazionale che contiene la tabella con le previsioni dei transiti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.
- ISS Tracker - Dove si trova la ISS in questo momento? Quale porzione della superficie terrestre stanno riprendendo le telecamere installate sulla ISS?
- Variazioni Orbitali della ISS - Un approfondimento riguardante i cambiamenti di quota, e le conseguenze sui tempi previsti dei transiti, della Stazione Spaziale Internazionale.
OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE CINESE TIANHE-1
|
La pagina Come osservare la Stazione Spaziale Cinese Tianhe-1 contiene la tabella con le previsioni dei transiti visibili per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.
La Cina, dopo le stazioni spaziali Tiangong 1 e Tiangong 2, ha messo in orbita la Tianhe-1, il primo modulo delle nuova stazione spaziale ed è stata messa in orbita il 29 aprile 2021.
Questo elemento sarà il modulo base di una grande stazione spaziale a struttura modulare.
OSSERVARE I SATELLITI STARLINK
|
La pagina Come_osservare_i_satelliti_Starlink contiene la tabella con le previsioni dei transiti dei satelliti Starlink, calcolate per ogni capoluogo di provincia.
Al via UAI SatMonitor: il programma per la misura e la valutazione degli effetti dei satelliti commerciali sulle attività astrofile
La comunità astrofila manifesta una crescente preoccupazione per l’iniziativa “StarLink” di SpaceX, che vede ormai 3 gruppi di 60 satelliti già in orbita, e un aggressivo piano di lancio per i prossimi mesi. Numerose sono le segnalazioni di avvistamenti visuali, nonchè le foto segnate dalla ormai tipica “strisciata” dei satelliti StarLink.
- Per mandare immagini, dati, informazioni, o per chiedere di aderire a future campagne osservative scrivere a satmonitor@uai.it
- Cosa sono i satelliti Starlink (da wikipedia) : https://it.wikipedia.org/wiki/Starlink_(costellazione_satellitare)
- Tutto quello che dovete sapere su Starlink (da www.astrospace.it).
- Links a siti da consultare per conoscere i passaggi dei satelliti Starlink osservabili dalla propria località di osservazione:
Solo nelle prime ore della notte ci sarà ancora l'opportunità di osservare parte delle costellazioni che hanno dominato il cielo estivo.
Una volta spente le ultime luci del crepuscolo serale, avremo appena il tempo di vedere ad occidente il tramonto del Bootes con la brillante stella Arturo, subito seguito dall'Ofiuco e da Ercole.
Abbiamo a disposizione qualche ora in più per vedere ancora una volta il "Triangolo Estivo", del quale ricordiamo i componenti: ai vertici troviamo le stelle Altair dell'Aquila, Vega della Lira e infine Deneb del Cigno. (Si rimanda alle rubriche dei mesi precedenti per le descrizioni più dettagliate delle tre costellazioni).
Lungo l'eclittica cominciano ad apparire ad Est le costellazioni dello Zodiaco che vedremo alte in cielo per i successivi mesi dell'Autunno e dell'Inverno: in tarda serata sorgeranno prima il Toro e successivamente i Gemelli.
Ad Ovest, poco dopo il tramonto del Sole, potremo vedere un'ultima volta per quest'anno il Sagittario; a Sud - Ovest il Capricorno e l'Acquario, privi di stelle particolarmente brillanti, non offrono punti di riferimento rilevanti.
La costellazione dei Pesci è anch'essa poco appariscente, ma la sua posizione, a Sud di quella di Pegaso, ne facilita il ritrovamento sulla volta celeste.
Ancora più ad Est è facile identificare la piccola costellazione zodiacale dell'Ariete. Il grande quadrilatero di Pegaso, il cavallo alato, situato ben alto nel cielo in questa stagione, quasi allo zenit - cioè sulla verticale sopra le nostre teste.
Tra Pegaso e la Stella Polare, quest'ultima come sempre ferma in cielo ad indicare il Nord, troviamo Cassiopea, con la sua inconfondibile forma a "W", e Cefeo, una costellazione un po' più difficile da riconoscere essendo priva di stelle brillanti.
Dal vertice nord-est del quadrilatero di Pegaso inizia un allineamento di 3 stelle piuttosto luminose: si tratta della costellazione di Andromeda.
Proseguendo ancora sullo stesso allineamento, sull'orizzonte nord-orientale, sopra la brillante stella Capella (della costellazione dell'Auriga), possiamo riconoscere il Perseo, con una forma che ricorda una "Y" rovesciata.
Tutte queste costellazioni sono legate da una notissima leggenda della mitologia classica.
Questa è la storia tramandata: Cefeo era il re d'Etiopia, e Cassiopea era la regina, sua consorte. Da notare che l'Etiopia del mito non va confusa con quella attuale; gli storici collocano la leggenda nel territorio corrispondente alla moderna Tel Aviv.
Cassiopea era una donna bellissima e terribilmente vanitosa, al punto di vantarsi di essere perfino più affascinante delle Nereidi, le ninfe del mare.
Queste ultime, offese dalla sfrontatezza della regina, chiesero a Poseidone, il Dio del mare, di vendicarle.
Poseidone mandò allora un mostro marino, la Balena (raffigurata in una grande costellazione, non facilissima da identificare perché priva di stelle brillanti, situata bassa sull'orizzonte a Sud - Est, sotto i Pesci e l'Ariete) a devastare le coste del regno di Cefeo.
Lo sventurato re chiese all'Oracolo di Ammone cosa potesse fare per placare l'ira del Dio del mare: l'Oracolo gli ordinò di sacrificare al mostro sua figlia, l'incolpevole Andromeda.
La povera fanciulla fu incatenata ad uno scoglio, nell'attesa della sua orrenda fine tra le fauci della Balena.
Ma come in tutte le storie a lieto fine, ecco che arriva il nostro eroe, il famoso Perseo (reduce da altre imprese: aveva appena ucciso la terribile Medusa, la Gorgone con la chioma costituita da un intreccio di serpenti).
Perseo arriva in groppa al suo destriero, il cavallo alato Pegaso, uccide il mostro e, liberata Andromeda, la sposa.
Parlando di queste costellazioni, non si può fare a meno di citare due oggetti del cielo tra i più ammirati dagli astrofili. Si tratta di oggetti molto facili da osservare, adatti anche a chi si avvicina per la prima volta all'osservazione astronomica.
Iniziamo con il "Doppio Ammasso del Perseo": si trova nella zona di cielo tra Perseo e Cassiopea ed è già visibile ad occhio nudo in cieli oscuri e senza Luna, ma diventa spettacolare già con un semplice binocolo.
Complessivamente i due ammassi sono costituiti da circa 400 stelle, e distano da noi oltre 7.000 anni luce.
Guardiamo adesso la costellazione di Andromeda: delle 3 stelle più brillanti che troviamo vicino a Pegaso, prendiamo a riferimento quella centrale.
Spostiamoci da lì verso Cefeo: con l'aiuto di una mappa, non sarà difficile notare anche con un binocolo (ma in cieli molto bui si può intravedere anche ad occhio nudo) una leggera nebulosità a forma di ellisse schiacciata: è la famosa Galassia di Andromeda, omonima della costellazione che la ospita.
Andromeda è la galassia più vicina alla nostra Via Lattea, ma i "grandi numeri" che la caratterizzano non mancheranno di emozionare chi per la prima volta potrà osservarla attraverso un telescopio: si trova comunque alla distanza di circa 2 milioni e mezzo di anni luce (un anno luce è pari a circa 9.460,8 miliardi di km), ha un diametro di circa 200.000 anni luce secondo le stime più recenti e contiene oltre 100 miliardi di stelle!
Concludiamo il tour del cielo con l'Orsa Maggiore, che in questo periodo troviamo bassa sull'orizzonte settentrionale.
Tra le due Orse possiamo riconoscere il Dragone.
Note:(*)
Lo Zenit è il punto più alto della sfera celeste, proprio sopra la nostra testa: per la definizione geometrica è il punto di intersezione tra la retta verticale passante dal punto di osservazione e la sfera celeste.
(**) L'eclittica è il percorso apparente del Sole nell'arco dell'anno lungo la volta celeste; geometricamente, è l'intersezione tra quest'ultima e il piano dell'orbita terrestre.
Quante sono le costellazioni zodiacali?
12, 13 o ... molte di più ? Scoprilo cliccando qui.
Elenco delle Costellazioni: denominazione in latino e italiano
Elenco delle stelle che hanno un nome
Le 100 stelle più brillanti del cielo - da Almanacco UAI
| Mappe del cielo del mese
|
|
|
|
|
|
|
|
Orizzonte Nord 15 ottobre ore 22:00
| Orizzonte Est 15 ottobre ore 22:00
| Orizzonte Sud 15 ottobre ore 22:00
|
|
|
Orizzonte Ovest 15 ottobre ore 22:00
| Zenit 15 ottobre ore 22:00
|
|
| Congiunzioni
|
|
|
|
|
Congiunzione Luna Marte 5 ottobre ore 03:00
| Congiunzione Luna Giove 6 ottobre ore 04:00
| Congiunzione Marte M44 10 ottobre alle ore 05:00
|
Congiunzione Luna Saturno 24 ottobre alle 21:00
|
|
Mappe del cielo realizzate con i programmi Skymap Pro e Stellarium
a cura di Mario Sandri - Responsabile Sezione Meteore UAI
|
METEORE DI OTTOBRE 2026
Ottobre è un mese particolarmente interessante per l’osservazione delle meteore. Accanto a numerosi sciami minori, spesso rilevabili soprattutto attraverso osservazioni video o radio, troviamo infatti due appuntamenti classici del cielo autunnale: le Draconidi e, soprattutto, le Orionidi. Nel 2026 le condizioni lunari saranno molto diverse nel corso del mese e favoriranno decisamente gli sciami della prima metà di ottobre.
La Luna raggiungerà l’ultimo quarto il 3 ottobre, sarà nuova il 10 ottobre, arriverà al primo quarto il 18 e sarà piena il 26 ottobre. Le notti attorno al 10 ottobre saranno quindi praticamente prive di disturbo lunare, mentre la situazione peggiorerà progressivamente nella seconda metà del mese, proprio in coincidenza con il massimo delle Orionidi.
Ad aprire il mese saranno le Sestantidi diurne (DSX – Daytime Sextantids), uno sciame particolarmente interessante per chi osserva le meteore attraverso tecniche radio. Il massimo è previsto attorno al 1-2 ottobre. Il radiante si trova molto vicino al Sole e questo rende estremamente difficile l’osservazione visuale, limitata eventualmente alle ultime ore prima dell’alba. Le meteore entrano nell’atmosfera a circa 32 km/s. L’IMO indica per il 2026 un massimo attorno alla longitudine solare di 188°, con uno ZHR indicativo di circa 5, anche se le stime ottenute con tecniche differenti possono risultare diverse. Per le osservazioni radio, invece, lo sciame rappresenta uno degli appuntamenti più interessanti dell’inizio del mese.
Il 6 ottobre sarà la volta delle Camelopardalidi di ottobre (OCT – October Camelopardalids). Si tratta di uno sciame breve, attivo essenzialmente tra il 5 e il 6 ottobre, con un radiante molto settentrionale nella Giraffa. La velocità geocentrica è di circa 47 km/s e lo ZHR atteso è dell’ordine di 5, anche se questo valore rimane incerto. Nel 2026 le condizioni saranno favorevoli: la Luna sarà una sottile falce calante e non rappresenterà un serio problema. Questo sciame è particolarmente interessante perché in passato ha mostrato improvvisi aumenti di attività; per il 2026, tuttavia, non è prevista al momento alcuna particolare intensificazione.
Uno degli appuntamenti più interessanti arriverà nella notte tra l’8 e il 9 ottobre con le Draconidi (DRA – October Draconids). Il massimo previsto dall’IMO cade il 9 ottobre attorno alle 01 UT, con il radiante situato nella costellazione del Drago. Le Draconidi sono meteore molto lente, con una velocità di appena 20 km/s, caratteristica che permette di distinguerle abbastanza facilmente dalle meteore sporadiche. In un anno normale lo ZHR è modesto, circa 5, ma questo sciame è famoso per avere prodotto in passato spettacolari esplosioni di attività. Nel 2026 non sono previste tempeste, ma le condizioni osservative saranno eccellenti: il massimo cadrà a ridosso della Luna nuova del 10 ottobre. Per gli osservatori italiani il radiante è inoltre circumpolare e rimane quindi sopra l’orizzonte per tutta la notte.
Nei giorni immediatamente successivi troviamo le delta Aurigidi di ottobre (DAU – October delta-Aurigids), uno sciame decisamente minore, interessante soprattutto per osservazioni video. L’attività si concentra nella prima metà di ottobre e le meteore sono piuttosto veloci, con velocità dell’ordine di 64-65 km/s. Lo ZHR è molto basso, attorno a 2, ma la vicinanza alla Luna nuova rende comunque favorevole il periodo per tentare di identificarne qualche componente.
Attorno al 16 ottobre raggiungono il massimo le Ursae Majoridi di ottobre (OCU – October Ursae Majorids). Si tratta ancora una volta di uno sciame debole, con uno ZHR generalmente inferiore a 2, ma caratterizzato da meteore piuttosto veloci, circa 55 km/s, e da un radiante molto settentrionale. La Luna sarà crescente ma non ancora particolarmente luminosa, per cui la prima parte della notte offrirà ancora condizioni discrete.
Il 18 ottobre è previsto il massimo delle epsilon Geminidi (EGE). Lo sciame è attivo approssimativamente dal 14 al 27 ottobre e presenta uno ZHR di circa 3. Le meteore sono molto rapide, con una velocità di circa 70 km/s, una delle più elevate tra gli sciami attivi nel mese. Il massimo coincide però praticamente con il primo quarto di Luna. Le condizioni non saranno quindi ideali nelle ore serali, mentre miglioreranno nella seconda parte della notte dopo il tramonto del nostro satellite.
L’appuntamento principale del mese sarà quello con le Orionidi (ORI), generate dai detriti lasciati dalla celebre cometa 1P/Halley. Lo sciame è attivo dal 2 ottobre al 7 novembre e raggiungerà il massimo attorno al 21-22 ottobre. Lo ZHR nominale è di circa 20 meteore all’ora e la velocità atmosferica è molto elevata, circa 66 km/s. Le Orionidi producono quindi meteore rapide, che possono lasciare scie persistenti.
Nel 2026, purtroppo, la Luna rappresenterà il principale limite all’osservazione delle Orionidi. Durante le notti del massimo sarà una gibbosa crescente molto luminosa, ormai prossima al plenilunio del 26 ottobre. Le condizioni miglioreranno soltanto nelle ultime ore della notte, dopo il tramonto della Luna e prima dell’inizio del crepuscolo mattutino. Sarà quindi importante scegliere con attenzione l’orario di osservazione. Nonostante il disturbo lunare, le Orionidi rimangono comunque lo sciame meteorico più importante di ottobre.
Pochi giorni più tardi, il 24 ottobre, raggiungeranno il massimo le Leonis Minoridi (LMI). Sono attive dal 19 al 27 ottobre, con uno ZHR di appena 2 e meteore veloci, circa 62 km/s. Nel 2026 il massimo cadrà purtroppo a ridosso della Luna piena e le condizioni saranno quindi decisamente sfavorevoli per l’osservazione visuale. Le tecniche video e radio potranno invece continuare a fornire dati anche in presenza del forte disturbo lunare.
Per tutto il mese saranno inoltre presenti le Tauridi Meridionali (STA). Si tratta di uno sciame molto diverso dalle Orionidi: le meteore sono lente, con una velocità di circa 27 km/s, e l’attività è distribuita su un periodo molto lungo, dal 20 settembre al 20 novembre. Lo ZHR rimane modesto, generalmente tra 5 e 7, ma le Tauridi sono famose per produrre meteore particolarmente luminose e bolidi. Nel 2026 la componente annuale dovrebbe mostrare una maggiore attività attorno alla metà di ottobre, mentre il massimo tradizionalmente indicato per lo sciame cade all’inizio di novembre. Non essendo il 2026 un anno previsto di particolare attività dei bolidi tauridi, non sono attesi livelli eccezionali, ma vale comunque la pena tenere d’occhio il cielo.
Chiudono il mese le lambda Ursae Majoridi (LUM), con massimo attorno al 28 ottobre. Sono uno sciame molto debole, con tassi inferiori a due meteore all’ora, e meteore veloci, circa 60 km/s. Il radiante molto settentrionale ne favorisce l’osservazione dalle nostre latitudini, ma nel 2026 la Luna, appena oltre il plenilunio, renderà estremamente difficile qualsiasi osservazione visuale significativa.
Nel complesso, la parte migliore di ottobre 2026 sarà quella compresa tra il 6 e il 12 ottobre. La Luna nuova del 10 offrirà un cielo scuro proprio in coincidenza con le Camelopardalidi e soprattutto con le Draconidi. La seconda metà del mese sarà invece penalizzata dalla crescente luminosità lunare: le epsilon Geminidi saranno ancora parzialmente osservabili, mentre Orionidi e Leonis Minoridi dovranno fare i conti con una Luna molto luminosa.
Le Orionidi restano comunque il grande sciame del mese, mentre le Draconidi rappresentano probabilmente l’appuntamento più favorevole dal punto di vista delle condizioni osservative del 2026. Per gli osservatori radio ottobre offre inoltre un ulteriore motivo di interesse grazie alle Sestantidi diurne, praticamente inaccessibili all’osservazione visuale ma perfettamente adatte alle tecniche di meteor scatter.
Per saperne di più consultare https://meteore.uai.it/sciami-del-mese/ .
Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Meteore UAI: https://meteore.uai.it .
|
a cura di Adriano Valvasori
|
COMETE DI OTTOBRE 2025
testo in corso di aggiornamento
C/2025 R2 SWAN
Il 10 settembre 2025, l'astronomo dilettante ucraino Vladimir Bezugly ha rilevato un oggetto apparentemente in movimento, probabilmente una cometa, in immagini di pubblico dominio ottenute dalla Solar Wind Anisotropies Camera (SWAN) a bordo dell'osservatorio spaziale Solar and Heliospheric Observatory (SOHO).
Bezugly ha stimato una magnitudine di 8,5, quando l'oggetto si trovava a circa 45' dalla galassia NGC 4818, nella costellazione della Vergine. Poco dopo, ha contattato Martin Mašek (FRAM, Cerro Paranal, Cile), che ha confermato le osservazioni del 12 utilizzando immagini CCD scattate con un obiettivo da 135 mm f/2. La cometa ha quindi mostrato una magnitudine prossima a 7,4, una chioma di 3,7' di diametro e una coda lunga non meno di 2,8°.
I dati sono stati pubblicati sul sito web NEOCP del Minor Planet Center (MPC) e la stella è stata provvisoriamente designata SWAN25B. Successivamente, l'osservatore australiano Michael Mattiazzo ha stimato visivamente la sua magnitudine 7,3 utilizzando un binocolo 15x70, ottenendo anche un'immagine che mostra chiaramente la sua estesa coda ionica di oltre due gradi.
L'orbita calcolata indica che si tratta di una cometa dinamicamente vecchia, con una traiettoria quasi parabolica e un periodo stimato di circa 1.800 anni. Il suo perielio si è verificato il 12 settembre 2025, a una distanza di 0,50 UA dal Sole, tra le orbite di Venere e Mercurio. Il suo massimo avvicinamento alla Terra avverrà il 19 ottobre, quando passerà a 0,26 UA dal nostro pianeta.
La cometa C/2025 R2 (SWAN) non fu scoperta fino al suo perielio, quando era già vicina e luminosa. Ciò è dovuto alla disposizione geometrica della sua orbita rispetto a quella terrestre: durante il suo avvicinamento, vista dal nostro pianeta, rimase molto vicina angolarmente al Sole per lungo tempo. Infatti, da fine luglio a fine settembre, la sua elongazione (l'angolo cometa-Terra-Sole) era inferiore a 35°, e rimase immersa nella luce crepuscolare. Questo è un classico esempio dell'effetto Holetschek, che spiega perché alcune comete passino inosservate quando la loro geometria le mantiene troppo vicine al Sole nel cielo.
Per ora, può essere stimata solo dai suoi parametri di magnitudine assoluta H = 9,8 e indice di attività n = 3,3. Secondo il metodo di M. L. Paradowski, il nucleo avrebbe un diametro approssimativo di 850 metri, con un rischio moderato di disintegrazione secondo il limite di Bortle.
Nella seconda metà di settembre, la cometa C/2025 R2 (SWAN), pur allontanandosi già dal Sole, ha continuato ad aumentare lentamente la sua luminosità man mano che si avvicinava alla Terra. Il 24 settembre, secondo la stima media, era di circa magnitudine 6,5; tuttavia, solo un paio di giorni dopo, verso la fine del mese, diverse segnalazioni hanno indicato un improvviso aumento di luminosità, raggiungendo la magnitudine 6 in quella che potrebbe essere interpretata come un'esplosione di attività.
Aspetto, la chioma color turchese si è mantenuta a circa 4 minuti d'arco di diametro angolare (equivalenti a circa 115.000 km di dimensioni reali), mentre la sua condensazione centrale è diminuita da grado 7 a grado 5. Tuttavia, la possibile esplosione di fine settembre avrebbe ravvivato la sua condensazione, riportandola a grado 7.
Per quanto riguarda la sua lunga e stretta coda di ioni, nelle immagini a grande campo ottenute alla fine del mese ha raggiunto almeno 3 gradi di lunghezza.
Mentre aspettiamo di vedere come evolverà nei primi giorni di ottobre dopo la sua recente esplosione di attività e di determinarne la vera magnitudine, la cometa C/2025 R2 (SWAN) sembra aggirarsi intorno alla magnitudine 6 all'inizio del mese. A questa luminosità, sarà accessibile con un binocolo e relativamente facile da fotografare con piccoli telescopi o teleobiettivi.
Si prevede che continuerà ad aumentare di luminosità fino a raggiungere il massimo a metà ottobre, con un picco che potrebbe essere intorno alla magnitudine 5,5, anche se tutto dipenderà dal suo progresso a breve termine. I giorni più favorevoli per l'osservazione saranno dal 10 al 23 ottobre, in concomitanza con l'assenza di luce lunare e il suo massimo avvicinamento alla Terra, previsto per il 19 ottobre a sole 0,26 UA, circa 100 volte la distanza della Luna. Ciononostante, la cometa sarà difficilmente visibile a occhio nudo, richiedendo un binocolo e un cielo buio per essere apprezzata.
C/2025 R2 (SWAN) ha una coda di ioni e una debole coda di polvere, praticamente sovrapposte. Il momento migliore per registrarne la lunghezza massima sarà intorno al 15 ottobre: la coda di ioni potrebbe raggiungere un'ampiezza compresa tra 8° e 25°, mentre la coda di polvere raggiungerebbe circa la metà di tale lunghezza. Tuttavia, la vicinanza della cometa alla Terra la farà apparire molto lunga nel cielo, ma con una bassa luminosità superficiale, rendendo difficile la registrazione delle code se non con lunghe esposizioni e da luoghi bui, alti e privi di inquinamento luminoso.
Negli ultimi giorni del mese, allontanandosi sia dal Sole che dalla Terra, la cometa perderà rapidamente luminosità, scendendo a magnitudine 7 entro la fine di ottobre.
Da latitudini medie dell’Italia, la cometa apparirà all'inizio di ottobre durante il crepuscolo serale, molto bassa sull'orizzonte sud-occidentale. Verso metà mese, aumenterà rapidamente di quota, diventando osservabile all'inizio della notte buia a bassa quota verso sud-ovest. Alla fine di ottobre, sarà visibile a quote medie verso sud durante la prima metà della notte.
Per quanto riguarda la coda, si prevede che mantenga una lunghezza compresa tra 3° e 5°, sebbene le sue strutture diventino meno ricche man mano che la cometa si allontana dal Sole.
Date peculiari
- 11/10 si troverà a transitare a sud, a circa 3,5° dall’ammasso globulare M107
- 13-14/10 si troverà a transitare a nord, a circa 2,3° dall’ammasso globulare M9
- 17-18/10 si troverà a transitare tra la nebulosa M17 e l’ammasso aperto M16
- 28/10 si troverà a transitare a sud, a circa 2,3° dall’ammasso globulare M2
Curva di luce della cometa C/2025 R2 SWAN
| Visibilità della cometa C/2025 R2 SWAN
| Mappa della cometa C/2025 R2 SWAN dall'1 ottobre
| Mappa della cometa C/2025 R2 SWAN dal 15 ottobre
|
C/2025 A6 Lemmon
Scoperta il 3 gennaio 2025 da Carson Fuls in quattro immagini ottenute durante il programma Catalina Sky Survey (CSS), utilizzando il telescopio riflettore da 1,5 m f/1,6 installato sul Monte Lemmon, Monti Santa Catalina, Arizona (Stati Uniti). Inizialmente era stata identificata come un oggetto simile a un asteroide di magnitudine 21,5, situato a 0,5° dalla galassia NGC 2454 nella costellazione dei Gemelli.
Dopo la pubblicazione dei dati sul sito web NEOCP del Minor Planet Center (MPC), l'oggetto è stato osservato dal Mauna Kea, alle Hawaii, confermandone la natura cometaria. Il 6 gennaio ha mostrato una chioma condensata senza coda, e il 21 febbraio, immagini ad alta risoluzione hanno rivelato una chioma più compatta e una coda corta, lunga 2 secondi d'arco.
La cometa è stata identificata anche in immagini pre-scoperta scattate tra novembre e dicembre 2024 con i telescopi Pan-STARRS1 e Pan-STARRS2 su Haleakala. Tuttavia, queste immagini non erano sufficientemente nitide per confermare il suo aspetto cometario.
L'orbita calcolata indica che si tratta di una cometa dinamicamente vecchia, con una traiettoria quasi parabolica e un periodo di circa 1.400 anni. Il suo perielio avverrà l'8 novembre 2025, a una distanza di 0,53 UA dal Sole, tra le orbite di Venere e Mercurio. Il suo massimo avvicinamento alla Terra avverrà il 21 ottobre, a 0,68 UA dal nostro pianeta.
Data la geometria orbitale del suo avvicinamento, la cometa C/2025 A6 (Lemmon) sarà visibile nella seconda parte della notte, in direzione nord-nord-est, ritardando via via nel mese il suo sorgere e iniziando ad essere visibile subito dopo il tramonto del Sole, in direzione nord-nord-ovest. Con il suo rapido aumento di luminosità, scenderà nel cielo dell'alba a metà ottobre 2025, raggiungendo potenzialmente la magnitudine 3,5, e diventando quindi potenzialmente visibile a occhio nudo, anche se questa dicitura rimane vincolata da molti fattori.
La cometa sarà visibile senza interferenze lunari tra fine ottobre e inizio novembre, bassa sull'orizzonte ovest-nord-ovest.
Per quanto riguarda la morfologia, dato che la cometa mostra una considerevole attività gassosa e pochissime emissioni di polveri, è probabile che la chioma verdastra continui ad aumentare di diametro a settembre. La coda di ioni, già presente, continuerà ad aumenterà di lunghezza nel corso del mese, mentre la formazione di una coda di polveri sembra improbabile.
La cometa sorge a notte inoltrata (dopo le 00:00) per poi nel corso del mese ritardare sempre più, ma allo stesso tempo, vista la sua posizione, si inizierà a vederla nel crepuscolo della sera, andando a tramontare a metà del mese intorno alle 22:00.
Date peculiari
- Il 15/10 si troverà a transitare a nord, a circa 31’ dalla stella Cor Caroli nella costellazione del Canes Venatici
- Il giorno 16-17 si troverà a 50’ a nord della galassia NGC5033
Curva di luce della cometa C/2025 A6 Lemmon
| Mappa di visibilità della cometa C/2025 A6 Lemmon
| Mappa del percorso della cometa C/2025 A6 Lemmon nel mese di ottobre 2025
|
Le mappe fornite sono indicative e per l'intero mese. Poiché le comete si spostano (anche notevolmente) da una sera all'altra, si consiglia, a chiunque si appresti all'osservazione degli astri chiomati, di munirsi di mappe dettagliate con stelle di riferimento per giorno ed ora di osservazione scaricabili dai comuni programmi di simulazione del cielo o contattare la sezione comete UAI.
http://www.cfa.harvard.edu/iau/Ephemerides/Comets/index.html
Effemeridi aggiornate delle comete presentate sono disponibili sul sito del Minor Planet Center:
Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Comete UAI: http://comete.uai.it mail comete@uai.it
Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese! Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese! Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese! Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese!
|
a cura di Paolo Bacci
|
ASTEROIDI PER OTTOBRE 2026
Per il mese di Ottobre proponiamo l'osservazione dei seguenti asteroidi:
testo in corso di aggiornamento
(12) Vittoria
Scoperto il 13 settembre 1850 da John Russell Hind, dell'osservatorio privato di George Bishop al Regents Park di Londra, Regno Unito. Ha una diametro di 115 km, impiega nella sua rivoluzione 5.34 anni, con un'inclinazione di 8.37° ed un'eccentricità di 0.22. Vittoria sarà visibile nella costellazione dell’Ariete con una luminosità di 10.4 mag.
E'osservabile con un binocolo e fotografabile con una semplice reflex
(433) Eros
Scoperto da Carl Gustav Witt, che lo fotografò la notte del 13 agosto 1898 dall'osservatorio berlinese dell'associazione astronomica Urania (Urania Sternwarte Berlin),
Si tratta del primo NEA (Near Eart Asteroid), ovvero di un asteroide che passa vicino alla Terra. E’ stato utilizzato per determinare la parallasse solare e determinare con più accuratezza la distanza Terra-Sole. Ha una forma irregolare con dimensioni di 34x11x11 km, con un semiasse di 1,45 AU, un'inclinazione di 10.8° sull’eclittica, ed un'eccentricità di 0,223.
Sarà osservabile nella costellazione di Andromeda con una luminosità di 10,7 mag.
Percorso apparente nella volta celeste dei due asteroidi nel mese di Ottobre 2025
| Percorso dell’asteroide (12) Vittoria nel mese di Ottobre 2025
| Percorso dell’asteroide (433) Eros nel mese di Ottobre 2025
|
| Asteroidi in opposizione nel mese di Ottobre 2026
|
| 12 Ottobre 2026
| (2) Pallas
| Mag=8.3
|
| 15 Ottobre 2026
| (4) Vesta
| Mag=6.3
|
| 22 Ottobre 2026
| (46) Hestia
| Mag=10.5
|
| 22 Ottobre 2026
| (532) Herculina
| Mag=10.6
|
- (tabelle a cura di Carlo Muccini)
| CALENDARIO DELLE PROSSIME OPPOSIZIONI DI RILIEVO 2026 - Asteroidi luminosi con mag.<11 (*)
|
| 13 Novembre 2026
| (64) Angelina
| Mag=10.8
|
| 6 Dicembre 2026
| (230) Athamantis
| Mag=9.9
|
| 9 Dicembre 2026
| (49) Pales
| Mag=10.9
|
| 22 Dicembre 2026
| (53) Kalypso
| Mag=11.0
|
(*) Orari in tempo locale, considerata anche l'eventuale ora legale ove applicabile
Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese! Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese! Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese! Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese!
Gli autori del Cielo del Mese
I nominativi dei collaboratori sono indicati nella pagina "chi siamo"
|
|