Passi sulla Luna: Atlas Hercules

Da Commissione Divulgazione - Unione Astrofili Italiani.

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'''FRA MAURO'''
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'''ATLAS'''
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'''IL NOME'''
'''IL NOME'''
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E’ ignota la data di nascita di questo frate camaldolese, veneto, che, dopo un soggiorno in Istria, nel 1444 si trova certamente a Venezia e nel 1448 nel monastero di S.Michele in Isola a Murano. La maggiore opera di Fra Mauro è un planisfero che rappresenta la Terra come era conosciuta attorno alla metà del ‘400, prima della scoperta dell’America. L’opera, di grandi dimensioni (230x230cm), rappresenta le terre emerse (Europa, Asia e Africa) raccolte in un’area circolare e circondate dall’Oceano. E ’realizzata su pergamena incollata su supporto ligneo ed è conservata presso la Biblioteca Marciana di Venezia. Contiene di fatto una eccezionale “summa” delle conoscenze geografiche del tempo, frutto di ricerche su testi antecedenti e rapporti di viaggiatori, con circa 3000 citazioni. Gran parte di esse sono reali, alcune frutto della cultura e tradizioni del tempo, come ad es, la localizzazione del Paradiso Terrestre. La carta è orientata col Sud in alto, secondo la tradizione del tempo. Viene comunemente considerata un punto di raccordo, e nel contempo, di separazione, tra la cultura medievale e quella dell’imminente Rinascimento.  
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Atlante è uno dei Titani, figlio di Giapeto (ma, secondo alcune fonti, dello stesso Zeus) e di Climene. Assieme agli altri Titani, segue Crono, padre di Zeus, nella rivolta contro gli dei dell’Olimpo. Vinti i Titani, Zeus, per punirlo, lo costringe a portare per sempre il mondo sulle spalle. La sua storia si incrocia con quella di Eracle. Quest’ultimo, per portare a termine una delle sue imprese, i pomi delle Esperidi, affronta pericoli, avventure di ogni genere e, alla fine, viene consigliato da Nereo, l’onnisciente, di rivolgersi ad Atlante. Raggiuntolo, si offre di sostituirlo, solo temporaneamente, nel gravoso compito di sostenere il cielo, in cambio dei 3 pomi d’oro. Atlante riesce nell’impresa di rubare i pomi, ma, una volta tornato, non ne vuole più sapere di riprendersi il carico del cielo e solo uno stratagemma di Eracle consente all’eroe di tornare in libertà. Atlante è il padre delle Pleiadi, delle Iadi, delle Esperidi e di Calipso. Viene trasformato in pietra da Perseo, che gli mostra la testa della Medusa, per punirlo della mancata ospitalità. Così da Atlante prende il nome la catena montuosa che delimita a Sud (Marocco e Algeria) il Mediterraneo occidentale.
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Fra Mauro muore all’incirca nel 1459.
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'''IL CRATERE'''
'''IL CRATERE'''
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E’ un antico cratere dalla forma vagamente esagonale, situato a S del Mare Imbrium, tra le insenature del Mare Insularum e del Mare Cognitum, all’interno di una formazione allungata in senso NS, chiamata formazione Fra Mauro, verosimilmente originata dall’impatto che diede origine all’Imbrium. E’ un vasto cratere di circa 95 Km di diametro, facilmente identificabile anche a piccolo in gradimento in quanto forma un bel trio con i due crateri Bonpland e Parry, a S. E’privo di bordo nella sua parte orientale, a seguito dell’invasione del suo fondo da parte di lava basaltica, a sua volta originata dai grandi impatti avvenuti nelle vicinanze. Il bordo meridionale è occupato dai margini settentrionali dei sopracitati Bonpland e Parry, che sporgono leggermente al suo interno. Il bordo occidentale è irregolare e molto accidentato. A N il bordo è interessato da numerose spaccature e fenditure parallele, tutte orientate, come altre che interessano gli altri bordi e il fondo, in senso grosso modo NS, e dovute agli ejecta dell’Imbrium. Il fondo è piatto e regolare nella sua parte orientale, irregolare, ricoperto di collinette e vallate parallele, sempre dirette verso l’Imbrium, in quella occidentala. La metà orientale è separata da quella occidentale da una profonda  fenditura che attraversa il cratere quasi completamente. Verso S, questa si divide in due, quella occidentale attraversa il bordo e prosegue nel cratere Parry. Non c’è picco centrale. Quasi al centro è presente un cratere recente (Fra Mauro E). Poco a N di Fra Mauro allunò Apollo 14 nel 1971. La spedizione raccolse interessante materiale geologico finalizzato alla ricerca dell’origine dell’Imbrium.
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Assieme ad Hercules forma una bella coppia,molto stretta, situata presso il lembo nord-orientale della Luna, a SE del Mare Frigoris, tra il Lacus Mortis a O e il Lacus Temporis a E. Cratere di 87 Km di diametro con un bordo tormentato con più catene e terrazzamenti, che si erge per circa 3 Km rispetto al fondo. Il versante occidentale è particolarmente complesso con frane che invadono parte del fondo. Quest’ultimo è interessato da diverse fratture. Due soprattutto (le Rimae Atlas) si dipartono vicine e parallele dal versante occidentale, procedono verso est e si divaricano presso il centro del cratere a circondare il picco e le collinette che gli fanno da corona.  In questo cratere si scorgono, come in Alphonsus, due macchie scure centrate su piccoli craterini, che, all’analisi spettrometrica, sono risultate di origine vulcanica. Perché su Atlas c’è stata attività vulcanica esplosiva e su Hercules, a lui così vicino, no? E’ domanda alla quale i selenologi non hanno ancora dato risposta. E’ comunque un fatto che ciò si verifica in diverse località sulla Luna. A Est, Atlas ricopre in parte un vecchio cratere preesistente, rappresentato unicamente dalla cinta circolare (Atlas E).
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'''HERCULES'''
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'''BONPLAND'''
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'''IL NOME'''
'''IL NOME'''
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Aimè Bonpland nasce a La Rochelle il 20 agosto 1773, figlio di un medico. Si arruola nell’esercito francese come chirurgo, ma il suo spirito d’avventura e l’interesse per le scienze naturali lo inducono a partire assieme ad Alexander Von Humboldt per un lungo viaggio attraverso il Messico, la Colombia e le terre dell’Orinoco e del Rio delle Amazzoni. Qui descrive e classifica circa 60.000 piante. Dopo un breve ritorno a Parigi, nel 1816 riparte per Buenos Aires ed esplora gran parte del Sud America, con alterne vicende, alcune drammatiche, tanto che trascorre 10 anni in carcere in Bolivia, fino al 1831. Muore a Santa Ana, in Argentina, oggi chiamata Bonpland, in suo onore, il 4 maggio 1858. Molte piante ed animali esotici portano il suo nome.
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Ercole, tradotto nella mitologia romana dal greco Heracles (dal significato di “gloria di Hera”) è un semidio, figlio di Zeus e Alcmena. Simbolo di forza e coraggio, ma anche di generosità, è creduto fondatore dei Giochi Olimpici. Autore di numerose imprese “impossibili”, riesce a portarle a termine con la forza e con l’astuzia. Le 12 fatiche, che apparentemente hanno qualche correlazione con i segni dello Zodiaco, sono solo una parte elle sua avventure. Nell’antichità erano identificati col suo nome (colonne d’Ercole) i rilievi montuosi che delimitavano l’odierno Stretto di Gibilterra, fino al Medio Evo considerato il limite imposto da Dio agli uomini perché non si avventurassero nel Grande Oceano.
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Muore dopo avere indossato una tunica donatagli dalla moglie Deianira, ignara del fatto che era intrisa del sangue avvelenato del centauro Nesso ( a sua volta ucciso da Ercole). Zeus lo porta sull’Olimpo dove sposa Ebe, la coppiera degli dei e diventa il guardiano dell’Olimpo e la divinità protettrice degli sport e delle palestre. Al suo culto vengono dedicati molti templi in tutto il mondo di allora.
'''IL CRATERE'''
'''IL CRATERE'''
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Ampio circa 60 Km, si colloca col suo bordo settentrionale su quello meridionale di Fra Mauro e lo impronta dal basso, mentre viene improntato a sua volta, da E, dal bordo occidentale di Parry. E’ fortemente degradato e i suoi bordi occidentale e meridionale sono interrotti più volte. Ha un fondo in gran parte piatto, con lievi ondulazioni nella sua parte orientale, frutto dell’invasione della lava, come Fra Mauro, interessato da piccoli crateri, privo di picco centrale. E’ attraversato dalla Rima Parry, proveniente da Fra Mauro che poi prosegue anche oltre il bordo meridionale.
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Situato meno di 20 Km a O di Atlas, è solo un po’ più piccolo del compagno (69 Km), ma molto diverso da lui. Il bordo è ampiamente terrazzato e interrotto da due evidenti crateri sul versante SO. Il fondo è piatto, scuro, e assolutamente privo delle fratture che caratterizzano Atlas, riempito com’è di lava; essa ha ricoperto anche il picco centrale di cui rimane forse una piccola traccia in alcune rilevatezze presso il centro. Sul fondo è presente un evidente cratere semplice (13 Km). La maggiore craterizzazione rende probabile attribuire ad Hercules un’età maggiore rispetto ad Atlas (metodo statistico), anche se alcuni selenografi, sulla base della presenza di catene di craterini in Atlas, apparentemente secondari all’impatto di Hercules, sostengono il contrario. Entrambi i crateri hanno ampie corone di ejecta intorno ad essi. A seconda delle condizioni di luce, si ha a volte la sensazione che sia la corona di Hercules a sovrapporsi ad Atlas e a volte il contrario. Personalmente, propendo per la prima.
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'''PARRY'''
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'''IL NOME'''
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William Edward Parry nasce a Bath, Inghilterra, il 19 febbraio 1790. Volontario a 13 anni nella Royal Navy, partecipa alle guerre napoleoniche. Trascorre la sua vita sul mare: dal 1810 al 1817 serve la marina inglese nelle Svalbard, poi, dal 1818, partecipa alla spedizione di John Ross tesa alla ricerca del leggendario “passaggio a Nord-Ovest”, senza successo, ma scoprendo terre fino ad allora sconosciute. Fino al 1824 partecipa ad altre due spedizioni con lo stesso obiettivo ma sempre senza successo. Pubblica tuttavia interessanti diari e studi sul magnetismo terrestre. Nel 1827 tenta, anche questa volta senza successo, di raggiungere il Polo Nord, partendo dalle Spitzbergen. Raggiunge il grado di Grand’ Ammiraglio.
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Muore a Bad Ems in Germania il 9 luglio 1855.
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'''IL CRATERE'''
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E’ il più piccolo del trio che comprende Fra Mauro, Bonpland e lo stesso Parry (48 Km) ed è il più giovane dei tre, dal momento che impronta con il suo bordo gli altri due. Il bordo stesso raggiunge la maggiore altezza nel punto in cui incontra quelli degli altri due crateri. Il fondo è piatto, disseminato di piccoli crateri, con una rima che decorre in senso EO, pressoché parallela al bordo meridionale, anch’essa facente parte del complesso delle Rimae Parry. Anche Parry, come gli altri crateri vicini, è privo di picco centrale.
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'''TOLANSKY'''
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'''IL NOME'''
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Samuel Tolansky nasce come Turlansky da una famiglia di ebrei lituani, a Newcastle upon Tyne il 17 novembre 1907. Professore all’Armstrong College, poi Kings College, di Durham, viene insignito di varie onorificenze per i suoi studi di fisica, fino ad una nomination per il premio Nobel. Si trasferisce a Berlino, poi all’Imperial College di Londra e porta avanti importanti studi di ottica, interferometria, spettroscopia e fisica atomica. Nel 1947 è eletto Fellow della Royal Astronomy Society e nel 1952 della Royal Society. Partecipa al programma Apollo e si dedica all’analisi ottica delle polveri lunari portate a Terra dall’Apollo 11.
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Muore il 4 marzo 1973.
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'''IL CRATERE'''
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Piccolo cratere di 16 Km di diametro, dal profilo netto, con fondo piatto, situato circa 20 Km a S dei bordi meridionali di Bonpland e Parry.
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'''GUERICKE'''
 
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'''ENDYMION'''
'''IL NOME'''
'''IL NOME'''
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Otto Von Guericke nasce a Magdeburgo il 20 novembre 1602. Dopo avere frequentato le Università di Lipsia, Jena e Leida, impegnandosi in studi di diritto e ingegneria, nel 1646 diventa borgomastro di Magdeburgo. Da allora porta avanti consensualmente l’attività politica e quella di scienziato. Nel 1663 finisce di scrivere il maggiore lavoro: Experimentia Nova, ut vocantur, Magdeburgica, da vacuo spatio. E’ famoso per i suoi esperimenti sull’aria e sul vuoto. E’ sua l’invenzione della pompa pneumatica per la creazione del vuoto e l’esperimento degli emisferi di Magdeburgo: una coppia di emisferi di rame, all’interno dei quali viene fatto il vuoto: in tali condizioni non possono essere separati nemmeno da 2 schiere di 15 cavalli per parte. Attribuisce il fatto alla pressione esercitata dall’aria atmosferica, confermando e ampliando un precedente esperimento di Evangelista Torricelli. Si interessa anche di elettricità e, in campo astronomico, ipotizza la predizione del ritorno delle comete.
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Narra la leggenda che Endimione, un bellissimo pastore figlio di Zeus e Calice (o, secondo altre versioni, un principe) si fosse addormentato una notte sul monte Latmo, in Caria (Asia Minore). Selene, la dea della Luna lo vede e se ne innamora. Per tenerlo sempre con sé, chiede a Zeus di mantenerlo perennemente giovane in un sonno eterno, così da poter ogni notte scendere dal cielo e fargli visita. Endimione e Selene hanno così 50 figlie, da alcuni interpretate come i 50 mesi lunari (4 anni) delle Olimpiadi. Il nome potrebbe derivare dal costrutto “en” e “duein” (immergere) a significare il tramonto, vagamente collegabile al significato metafisico del sonno e della morte ( perché non ricordare il foscoliano  forse perché della fatal quiete tu sei l’immago a me sì cara vieni, o sera…). Endimione dormiente è spesso rappresentato sui sarcofagi dell’antichità, in relazione al concetto della sopravvivenza dello spirito dopo la morte.
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Muore ad Amburgo il 21 maggio 1686.
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'''IL CRATERE'''
'''IL CRATERE'''
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Ampio residuo di un cratere di 58 Km di diametro, situato sul bordo settentrionale del Mare Nubium, a S del trio composto da Fra Mauro, Bonpland e Parry, con i crateri Kunt e Davy a E e il Mare Cognitum a O. L’invasione della lava lascia sporgere solo le creste del bordo del cratere, con ampie lacune fra esse. Le fratture e l’orientamento delle creste stesse in senso NS, come in Fra Mauro e negli altri crateri vicini, è espressione dell’azione degli ejecta dell’Imbrium. Il fondo è in gran parte piatto, privo di picco centrale, con due evidenti crateri al suo interno, collocati nella parte sud-occidentale. Sempre sul bordo sud- occidentale, all’esterno, è situato un abbozzo di cratere, anch’esso semisommerso dalla lava, Guericke F. Altri abbozzi di crateri sono presenti all’interno del complesso di rilievi che si dipartono dal bordo meridionale di Guericke.
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A causa della sua posizione assai vicina al lembo NE della Luna, in direzione del “difficile” Mare Humboldtianum, viene sempre visto da Terra sotto un profilo più o meno obliquo a seconda del grado di librazione. E’ un cratere vecchio, con un bordo diffusamente smussato, che comunque lascia intravedere diverse catene parallele e degradanti. Il fondo è piatto privo di picco centrale, scuro, con alcune strie più chiare, difficile, all’osservazione, dire se dovute a rilevatezze o a variazioni colorimetriche.

Versione corrente delle 09:41, 26 dic 2016

a cura di Alfonso Zaccaria e Paolo Morini


Atlas + Hercules*
Longitudine Latitudine
44.4°/39.1° E 46.7° N
Diametro 87/69 km.




La zona dei crateri Atlas e Hercules è mappata nella mappa numero 27 delle "Lunar Astronautical Charts", scala 1:1.000.000, pubblicate dalla Defense Mapping Agency nel 1973 e disponibili on-line sul sito del Lunar and Planetary Institute.

Download della mappa 27 in jpeg con risoluzione 72dpi
Download della mappa 27 in jpeg con risoluzione 150dpi
Download della mappa 27 in jpeg2000 con risoluzione 300dpi


ATLAS

IL NOME

Atlante è uno dei Titani, figlio di Giapeto (ma, secondo alcune fonti, dello stesso Zeus) e di Climene. Assieme agli altri Titani, segue Crono, padre di Zeus, nella rivolta contro gli dei dell’Olimpo. Vinti i Titani, Zeus, per punirlo, lo costringe a portare per sempre il mondo sulle spalle. La sua storia si incrocia con quella di Eracle. Quest’ultimo, per portare a termine una delle sue imprese, i pomi delle Esperidi, affronta pericoli, avventure di ogni genere e, alla fine, viene consigliato da Nereo, l’onnisciente, di rivolgersi ad Atlante. Raggiuntolo, si offre di sostituirlo, solo temporaneamente, nel gravoso compito di sostenere il cielo, in cambio dei 3 pomi d’oro. Atlante riesce nell’impresa di rubare i pomi, ma, una volta tornato, non ne vuole più sapere di riprendersi il carico del cielo e solo uno stratagemma di Eracle consente all’eroe di tornare in libertà. Atlante è il padre delle Pleiadi, delle Iadi, delle Esperidi e di Calipso. Viene trasformato in pietra da Perseo, che gli mostra la testa della Medusa, per punirlo della mancata ospitalità. Così da Atlante prende il nome la catena montuosa che delimita a Sud (Marocco e Algeria) il Mediterraneo occidentale.

IL CRATERE

Assieme ad Hercules forma una bella coppia,molto stretta, situata presso il lembo nord-orientale della Luna, a SE del Mare Frigoris, tra il Lacus Mortis a O e il Lacus Temporis a E. Cratere di 87 Km di diametro con un bordo tormentato con più catene e terrazzamenti, che si erge per circa 3 Km rispetto al fondo. Il versante occidentale è particolarmente complesso con frane che invadono parte del fondo. Quest’ultimo è interessato da diverse fratture. Due soprattutto (le Rimae Atlas) si dipartono vicine e parallele dal versante occidentale, procedono verso est e si divaricano presso il centro del cratere a circondare il picco e le collinette che gli fanno da corona. In questo cratere si scorgono, come in Alphonsus, due macchie scure centrate su piccoli craterini, che, all’analisi spettrometrica, sono risultate di origine vulcanica. Perché su Atlas c’è stata attività vulcanica esplosiva e su Hercules, a lui così vicino, no? E’ domanda alla quale i selenologi non hanno ancora dato risposta. E’ comunque un fatto che ciò si verifica in diverse località sulla Luna. A Est, Atlas ricopre in parte un vecchio cratere preesistente, rappresentato unicamente dalla cinta circolare (Atlas E).


HERCULES

IL NOME

Ercole, tradotto nella mitologia romana dal greco Heracles (dal significato di “gloria di Hera”) è un semidio, figlio di Zeus e Alcmena. Simbolo di forza e coraggio, ma anche di generosità, è creduto fondatore dei Giochi Olimpici. Autore di numerose imprese “impossibili”, riesce a portarle a termine con la forza e con l’astuzia. Le 12 fatiche, che apparentemente hanno qualche correlazione con i segni dello Zodiaco, sono solo una parte elle sua avventure. Nell’antichità erano identificati col suo nome (colonne d’Ercole) i rilievi montuosi che delimitavano l’odierno Stretto di Gibilterra, fino al Medio Evo considerato il limite imposto da Dio agli uomini perché non si avventurassero nel Grande Oceano. Muore dopo avere indossato una tunica donatagli dalla moglie Deianira, ignara del fatto che era intrisa del sangue avvelenato del centauro Nesso ( a sua volta ucciso da Ercole). Zeus lo porta sull’Olimpo dove sposa Ebe, la coppiera degli dei e diventa il guardiano dell’Olimpo e la divinità protettrice degli sport e delle palestre. Al suo culto vengono dedicati molti templi in tutto il mondo di allora.

IL CRATERE

Situato meno di 20 Km a O di Atlas, è solo un po’ più piccolo del compagno (69 Km), ma molto diverso da lui. Il bordo è ampiamente terrazzato e interrotto da due evidenti crateri sul versante SO. Il fondo è piatto, scuro, e assolutamente privo delle fratture che caratterizzano Atlas, riempito com’è di lava; essa ha ricoperto anche il picco centrale di cui rimane forse una piccola traccia in alcune rilevatezze presso il centro. Sul fondo è presente un evidente cratere semplice (13 Km). La maggiore craterizzazione rende probabile attribuire ad Hercules un’età maggiore rispetto ad Atlas (metodo statistico), anche se alcuni selenografi, sulla base della presenza di catene di craterini in Atlas, apparentemente secondari all’impatto di Hercules, sostengono il contrario. Entrambi i crateri hanno ampie corone di ejecta intorno ad essi. A seconda delle condizioni di luce, si ha a volte la sensazione che sia la corona di Hercules a sovrapporsi ad Atlas e a volte il contrario. Personalmente, propendo per la prima.


ENDYMION

IL NOME

Narra la leggenda che Endimione, un bellissimo pastore figlio di Zeus e Calice (o, secondo altre versioni, un principe) si fosse addormentato una notte sul monte Latmo, in Caria (Asia Minore). Selene, la dea della Luna lo vede e se ne innamora. Per tenerlo sempre con sé, chiede a Zeus di mantenerlo perennemente giovane in un sonno eterno, così da poter ogni notte scendere dal cielo e fargli visita. Endimione e Selene hanno così 50 figlie, da alcuni interpretate come i 50 mesi lunari (4 anni) delle Olimpiadi. Il nome potrebbe derivare dal costrutto “en” e “duein” (immergere) a significare il tramonto, vagamente collegabile al significato metafisico del sonno e della morte ( perché non ricordare il foscoliano forse perché della fatal quiete tu sei l’immago a me sì cara vieni, o sera…). Endimione dormiente è spesso rappresentato sui sarcofagi dell’antichità, in relazione al concetto della sopravvivenza dello spirito dopo la morte.

IL CRATERE

A causa della sua posizione assai vicina al lembo NE della Luna, in direzione del “difficile” Mare Humboldtianum, viene sempre visto da Terra sotto un profilo più o meno obliquo a seconda del grado di librazione. E’ un cratere vecchio, con un bordo diffusamente smussato, che comunque lascia intravedere diverse catene parallele e degradanti. Il fondo è piatto privo di picco centrale, scuro, con alcune strie più chiare, difficile, all’osservazione, dire se dovute a rilevatezze o a variazioni colorimetriche.





Disegno della zona dei crateri Atlas e Hercules (Alfonso Zaccaria)



Foto ad alta risoluzione dei crateri Atlas e Hercules eseguita dall'astrofilo Damian Peach





* Il punto rosso sulla faccia della Luna indica la formazione interessata. Per indicare, approssimativamente, in quale periodo del ciclo lunare la formazione è facilmente visibile, la Luna è rappresentata in fase crescente con il terminatore che ha da poco superato la formazione - questo corrisponde a condizioni di illuminazione in luce radente (alba) della formazione stessa.


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