Stella doppia del mese di maggio 2020

Da Commissione Divulgazione - Unione Astrofili Italiani.

Una doppia al mese - Maggio 2020 - Zeta Ursae Majoris (Mizar)


Zeta Ursae Majoris
Componente AR (2000) Dec (2000) magnitudine separazione AP
STF 1744 AB 13 hh 23.9 mm +54° 56' 2.23/3.88 14.4" (2007) 153° (2007)


"La prima stella doppia fu scoperta attorno all'anno 1650 da un astronomo italiano, Giovan Battista Riccioli. Si trattava di Zeta Ursae Majoris (Mizar)."

Così Robert Grant Aitken inizia la parte storica del suo famoso testo "The Binary Stars", riportando una notizia che era ampiamente condivisa.

Fu solo molti anni dopo che Paolo Maffei, basandosi su documenti manoscritti di Galileo Galilei, scrisse nel suo meraviglioso testo divulgativo "Al di là della Luna":

"La prima stella doppia, Mizar, fu scoperta il 7 gennaio 1617 da Benedetto Castelli, amico di Galileo che, a sua volta, su segnalazione di questi, la osservò una settimana dopo."


Mizar, una coppia separata da 14.4" (quindi visibile con un telescopio di piccole dimensioni a con ingrandimenti modesti), è accompagnata da Alcor, molto più distante.

A metà strada fra le due si trova una stella di campo di magnitudine 8, che ha il roboante nome di Sidus Ludovicianum: pare che un appassionato di astronomia, in Germania, avesse scorto un rapido moto proprio di questa stella scambiandola per un pianeta, tosto nominato in onore del Principe Ludovico, signore della regione in cui questo maldestro osservatore abitava.

Tanta era la sua convinzione che venne scritto anche un testo in merito, che pare sia diventato all'epoca una sorta di barzelletta astronomica ...


(Nota a cura di Paolo Morini e Giuseppe Micello)


Mappa per l'individuazione della Zeta Ursae Majoris


Mappa per l'individuazione della Zeta Ursae Majoris (Mizar)



Rappresentazione di Mizar osservata con un rifrattore da 102 mm di diametro a 92 ingrandimenti, dall'astrofilo Kenichi Kushida



Mizar ripresa con un telescopio VISAC 200 e webcam, dall'astrofilo Kenichi Kushida



Mizar ripresa con un telescopio da 250 mm di apertura dall'astrofilo Kenichi Kushida



Disegno di Zeta Ursae Majoris osservata da Giuseppe Micello con un rifrattore da 102 mm di diametro a 137.5 ingrandimenti. La freccia indica la posizione del Sidus Ludovicianum



Ringraziamo:

l'editore Legenda che ci ha consentito di utilizzare le mappe dell'Atlante del Cielo per la rubrica delle stelle doppie.

l'astrofilo Cor Berrevoets, autore del programma Aberrator con cui si possono realizzare, fra le molte cose possibili, schematizzazioni delle immagini offerte dalle stelle doppie al telescopio.

l'astrofilo Kenichi Kushida per l'uso dei suoi disegni ed immagini telescopiche di stelle doppie e l'astrofilo Kazumi Funakoshi per il supporto tecnico.

l'astrofilo Toshimi Taki per il bellissimo "Atlante delle stelle doppie" e per il suo programma di calcolo per la rappresentazione delle orbite apparenti delle stelle doppie.


Per saperne qualcosa in più sulle Stelle Doppie ...

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