Cdm 2026 09

Da Commissione Divulgazione - Unione Astrofili Italiani.

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<span style="font-size: 16px; color: rgb(51, 102, 255); align: center;">'''LA NOTTE DELLA LUNA. InOMN - International Observe the Moon Night - EDIZIONE 2026'''</span>
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<span style="font-size: 14px">'''19 SETTEMBRE 2026'''</span>
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* <span style="font-size: 14px">'''Sito web ufficiale :  https://moon.nasa.gov/observe-the-moon-night/ '''.</span>
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* <span style="font-size: 14px">'''La InOMN sul sito UAI :  https://divulgazione.uai.it/index.php/Moonwatch''' </span>
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<span style="font-size: 14px">'''- SONO APERTE LE REGISTRAZIONI A InOMN 2026 :  -  https://moon.nasa.gov/observe-the-moon-night/register/public-event/ ''' </span>
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''Save the Date for International Observe the Moon Night'' <br>
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* https://assets.science.nasa.gov/content/dam/science/psd/earths-moon/outreach-materials/IOMN-2026-italian.pdf?emrc=69ebabcbe19f2
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'''- Cartolina "save the date" InOMN 19 SETTEMBRE 2026 in italiano:  '''
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Il giorno 16 passa dalla costellazione del Leone a quella della Vergine.  
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Il giorno 17 passa dalla costellazione del Leone a quella della Vergine.  
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* 1 settembre: il sole sorge alle 6.38; tramonta alle 19.46   
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* 1 settembre: il sole sorge alle 6.37; tramonta alle 19.46   
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* 15 settembre: il sole sorge alle 6.52; tramonta alle 19.21  
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* 15 settembre: il sole sorge alle 6.52; tramonta alle 19.22  
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* 30 settembre: il sole sorge alle 7.08; tramonta alle 18.55
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* 30 settembre: il sole sorge alle 7.08; tramonta alle 18.56
Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 1 ora e 21 minuti per una località alla latitudine media italiana.  
Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 1 ora e 21 minuti per una località alla latitudine media italiana.  
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'''22 settembre = Equinozio d'Autunno''' , alle ore 20:19 (Ora Legale Estiva).
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'''23 settembre = Equinozio d'Autunno''' , alle ore 02:05 (Ora Legale Estiva).
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(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).  
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(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).  
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'''Venere''': il pianeta aveva raggiunto il massimo intervallo di osservabilità mattutina nello scorso mese di agosto. Con il passare dei giorni l’intervallo di tempo a disposizione per osservarlo si è gradualmente ridotto, ma Venere rimane ancore il protagonista del cielo orientale anche a settembre. A inizio mese il pianeta sorge circa 2 ore e mezza prima del Sole. A fine settembre l’anticipo rispetto al Sole si riduce a circa 2 ore.  Fino al 9 settembre Venere si trova nella costellazione del Cancro. Dal giorno 10 inizia ad attraversare il Leone, sorpassando la stella Regolo tra il 19 e il 20.  .  
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'''Venere''': per diversi mesi l’inconfondibile splendore del pianeta ha illuminato il crepuscolo serale, ma il periodo di osservabilità di Venere sta per concludersi. La distanza angolare dal Sole si riduce sempre più e a fine mese il pianeta tramonta meno di un’ora dopo il Sole. Lo vedremo quindi sempre più basso sull’orizzonte in un cielo ancora chiaro, prima del calare dell’oscurità. Nei primi giorni di settembre Venere si avvicina alla stella Spica, con cui si trova in congiunzione il giorno 3, e per tutto il mese rimane all’interno della costellazione della Vergine.  
|[[Image:Venere_9_2026.png|120px|link=Pianeti_di_Settembre_2026#VENERE]]
|[[Image:Venere_9_2026.png|120px|link=Pianeti_di_Settembre_2026#VENERE]]
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'''Marte''': già da diverse settimane il pianeta rosso in teoria è osservabile nel cielo serale, ma dopo il tramonto del Sole è così basso sull’orizzonte occidentale da rendere estremamente difficoltoso il suo avvistamento nella luce del crepuscolo, dove nella seconda parte del mese tramonta poco dopo Mercurio.   Marte per tutto il mese si trova nella costellazione della Vergine    
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'''Marte''': il pianeta mantiene ancora le condizioni di osservabilità simili a quelle dei mesi precedenti.  Sorge nel corso della seconda parte della notte e lo vediamo elevarsi ad Est nelle ore che precedono l’alba. Marte nel corso del mese percorre un tratto della costellazione dei Gemelli fino a raggiungere, il giorno 25, il Cancro.    
|[[Image:Marte_9_2026.png|120px|link=Pianeti_di_Settembre_2026#MARTE]]
|[[Image:Marte_9_2026.png|120px|link=Pianeti_di_Settembre_2026#MARTE]]
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'''Giove''': il pianeta anticipa sempre più l’orario del suo sorgere, così da poter essere visibile per quasi tutta la seconda parte della notte. Lo possiamo individuare sull’orizzonte ad Est nel cuore della notte fino a raggiungere una notevole altezza in cielo a Sud Est al sorgere del Sole. Giove rimane ancora nei Gemelli per tutto il mese, formando un triangolo con Castore e Polluce, le due stelle più luminose della costellazione.  
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'''Giove''': il pianeta gigante continua ad anticipare l’orario del suo sorgere, incrementando la durata dell’intervallo di tempo a disposizione per poterlo individuare nelle ultime ore della notte. Anche Giove si trova nel cielo orientale, più basso sull’orizzonte rispetto a Marte, e lo si può osservare prima dell’alba. Giove completa il proprio percorso nella  costellazione del Cancro, dove rimane fino al giorno 23 settembre, quando raggiunge il limite con il Leone.  
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|[[Image:Giove_9_2026.png|120px|link=Pianeti_di_Settembre_2026#GIOVE]]
|[[Image:Giove_9_2026.png|120px|link=Pianeti_di_Settembre_2026#GIOVE]]
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'''Saturno''': se non ci fosse stata l’eclissi totale di Luna a “rubare la scena” il protagonista indiscusso di questo mese sarebbe stato il pianeta Saturno, che raggiunge l’opposizione il 21 settembre. Com’è noto l’opposizione al Sole determina le migliori condizioni di osservabilità del pianeta. Saturno sarà visibile per tutta la durata della notte, dal suo sorgere ad oriente all’inizio della sera e raggiungendo il culmine a Sud nelle ore centrali della notte. Si troverà anche alla minima distanza dalla Terra e pertanto apparirà con la massima luminosità, mentre all’osservazione con il telescopio, raggiungendo le maggiori dimensioni apparenti, potremo ammirare al meglio gli anelli, che tuttavia in questo periodo, essendo  orientati di taglio, appaiono molto sottili. La distanza minima di Saturno al suo perigeo è di 8,547 Unità Astronomiche, pari a 1.278.577.000 km. Un altro evento da evidenziare è il passaggio ad un’altra costellazione: terminato il percorso nei Pesci, Saturno, spostandosi lentamente con moto retrogrado, il 29 settembre ritorna nella costellazione dell’Acquario.   
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'''Saturno''': si avvicina il periodo di migliore visibilità del pianeta degli anelli. Il pianeta è ormai visibile per quasi tutta la notte e già nelle prime ore della sera lo potremo individuare nel cielo orientale, mentre nelle ore centrali della notte raggiunge il culmine verso Sud. I pianeti esterni si spostano lentamente tra le costellazioni della fascia zodiacale e siamo abituati alla rarità del loro passaggio da una costellazione all’altra. Abbiamo già descritto il cambio di costellazione per Giove, ma anche Saturno quest’anno si sposta vicino al limite tra i Pesci e la Balena, entrando e uscendo più volte da quest’ultima costellazione, che ha anche la particolarità di non fare parte del classico elenco delle 12 costellazioni zodiacali (13 comprendendo anche l’Ofiuco). In questo mese di settembre Saturno si sposta di moto retrogrado lasciando nuovamente i Pesci per entrare nella Balena il giorno 5.   
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'''Urano''': il pianeta prosegue la sua permanenza nella costellazione del Toro. Urano anticipa sempre più il suo sorgere, apparendo all’orizzonte già in tarda serata per poi rimanere osservabile per il resto della notte. La luminosità di Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo e per poterlo individuare agevolmente è consigliato l’uso di un telescopio. <br>
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'''Urano''': il pianeta prosegue la sua lunga permanenza nella costellazione del Toro, dove rimane tutto l’anno. Urano anticipa sempre più il suo sorgere, apparendo all’orizzonte già in tarda serata per poi rimanere osservabile per il resto della notte. La luminosità di Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo e per poterlo individuare agevolmente è consigliato l’uso di un telescopio. Da segnalare la sua inversione di marcia: il moto, da diretto, diventa retrogrado dal 10 settembre.
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'''Nettuno''': come nel mese precedente, anche in questo mese di settembre le condizioni di osservabilità di Nettuno sono identiche a quelle di Saturno. Entrambi i pianeti si trovano della costellazione dei Pesci. Nettuno va in opposizione con moto retrogrado il 23 settembre. E' quindi possibile osservarlo per l’intera notte. Ovviamente, mentre Saturno è facilmente visibile ad occhio nudo, Nettuno è al di sotto della soglia di percezione dell’occhio umano ed è quindi necessario l’uso del telescopio. Nello stesso periodo il pianeta si troverà alla minima distanza dalla Terra, pari a 28,884  Unità Astronomiche, ovvero 4.320.991.000 km. .  
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'''Nettuno''': anche in questo mese di settembre le condizioni di osservabilità di Nettuno sono simili a quelle di Saturno. Nettuno sorge prima di Saturno e lo possiamo cercare in cielo ad oriente all’inizio della notte. Il pianeti si trova ancora nella costellazione dei Pesci. Nettuno va in opposizione con moto retrogrado il 26 settembre e pertanto è possibile osservarlo per l’intera notte. Naturalmente, mentre Saturno è ben visibile ad occhio nudo, Nettuno è al di sotto della soglia di percezione dell’occhio umano ed è quindi indispensabile l’uso del telescopio. Mentre il pianeta sta per raggiungere l’opposizione, si troverà anche alla minima distanza dalla Terra, pari a 28,876 Unità Astronomiche, corrispondenti a circa 4.319.722.000 km. .
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<span style="font-size: 10px">La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei [http://www.iau.org/public_press/news/release/iau0804/ Plutoidi].  Abbiamo comunque ritenuto opportuno  mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare. </span>  
<span style="font-size: 10px">La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei [http://www.iau.org/public_press/news/release/iau0804/ Plutoidi].  Abbiamo comunque ritenuto opportuno  mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare. </span>  
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Lo si può cercare a Sud all’inizio della notte. Nelle ore centrali della notte è possibile individuarlo sempre più basso sull’orizzonte a Sud-Ovest. Plutone ha una luminosità molto bassa ed è sempre indispensabile l’uso del telescopio per poterlo individuare. Plutone si trova nella costellazione del Capricorno, vicino al limite con il Sagittario. .
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Lo si può cercare a Sud al calare dell’oscurità. Nelle ore centrali della notte è possibile individuarlo sempre più basso sull’orizzonte a Sud-Ovest. Plutone ha una luminosità molto bassa ed è sempre necessario l’uso di  un telescopio per poterlo individuare. Plutone prosegue la sua permanenza nella costellazione del Capricorno.
|[[Image:Plutone_9_2026.png|120px|link=Pianeti_di_Settembre_2026#PLUTONE]]
|[[Image:Plutone_9_2026.png|120px|link=Pianeti_di_Settembre_2026#PLUTONE]]
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'''Luna - Marte''' : 6 settembre alle ore 03:00.    [[media:Cdm_20260906_0300_CongiunzioneLunaMarte.jpg|(vedi mappa)]]
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'''Luna - Marte''' : nella seconda parte della notte tra il 5 e il 6 settembre la Luna calante entra nella costellazione dei Gemelli a formare un bel quadrilatero con il pianeta Marte e le stelle Castore e Polluce.    [[media:Cdm_20260906_0300_CongiunzioneLunaMarte.jpg|(vedi mappa)]]
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'''Luna - Giove''' : 8 settembre alle ore 05:00.  [[media:Cdm_20260908_0500_CongiunzioneLunaGiove.jpg|(vedi mappa)]]
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'''Luna - Giove''' : prima del sorgere del Sole dell’8 settembre sull’orizzonte orientale potremo ammirare la falce di Luna calante nella costellazione del Cancro, dove troviamo anche il pianeta Giove.  [[media:Cdm_20260908_0500_CongiunzioneLunaGiove.jpg|(vedi mappa)]]
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'''Luna - Venere''' : 14 settembre alle ore 20:00.  [[media:Cdm_20260914_2000_CongiunzioneLunaVenere.jpg|(vedi mappa)]]
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'''Luna - Venere''' : la sera del 14 settembre, tra le luci del crepuscolo sull’orizzonte occidentale, la sottile falce di Luna crescente accompagna verso il tramonto il pianeta Venere, nella costellazione della Vergine.  [[media:Cdm_20260914_2000_CongiunzioneLunaVenere.jpg|(vedi mappa)]]
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'''Luna - Saturno''' : 27 settembre alle ore 21:00.  [[media:Cdm_20260927_2100_CongiunzioneLunaSaturno.jpg|(vedi mappa)]]
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'''Luna - Saturno''' : il 27 settembre osserveremo il luminosissimo disco lunare vicino a Saturno.  La Luna si trova nella costellazione dei Pesci, il pianeta nella Balena.  [[media:Cdm_20260927_2100_CongiunzioneLunaSaturno.jpg|(vedi mappa)]]
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Versione corrente delle 22:26, 25 ago 2026



ATTENZIONE ! - PAGINA IN LAVORAZIONE

testo in corso di aggiornamento


Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese!


Il Cielo del Mese UAI è uno strumento utile e sempre aggiornato a disposizione di tutti gli appassionati. Per imparare a muovere i primi passi dell’osservazione astronomica ad occhio nudo o con l'aiuto del binocolo e del telescopio, il Cielo del Mese non è che il trampolino di lancio verso un servizio nato per aiutare chi vuole diventare astrofilo: L' Apprendista Astrofilo, per gli amici image:AA minilogoA2 35.gif o semplicemente AA. AA mette a disposizione un testo introduttivo, programmi di osservazione, una pagina di risorse in continuo sviluppo con testi, mappe, carte della Luna e del cielo e, soprattutto, la possibilità di fare domande e di confrontarsi con altri astrofili. Diventa amico del Cielo del Mese e dell' Apprendista Astrofilo: osserva il cielo e condividi con altri questa emozionante esperienza!

Indice

INDICE

L'ASTROFOTO DEL MESE


LA LUNA PIENA DI AGOSTO

Autore: Kevin Saragozza.

- Dati tecnici : Canon r5 Mark II, Canon 500 f/4 L IS, t:1/4 sec, f/5.6 , ISO 1000.

In attesa dell’eclissi totale di Luna del 7 settembre, abbiamo scelto come foto del mese questa “Luna rossa” di agosto che, naturalmente, NON mostra una eclissi.
La spiegazione la fornisce l’autore dell’immagine:
La sera del 9 agosto il cielo ci ha regalato lo spettacolo della Luna dello Storione, il nome tradizionale dato alla luna piena di agosto dalle tribù native americane del Nord America. Questo appellativo nasce dal fatto che, in questo periodo dell’anno, gli storioni, grandi pesci d’acqua dolce, erano particolarmente abbondanti e più facili da catturare nei Grandi Laghi e nel fiume Saint Lawrence.
Osservandola al suo sorgere, la luna appariva di un intenso colore rossastro. Questo fenomeno non è dovuto a un reale cambiamento di colore della luna, ma all’effetto dell’atmosfera terrestre. Quando la luna si trova bassa sull’orizzonte, la sua luce deve attraversare uno strato più spesso di atmosfera. Le particelle di polvere, umidità e inquinamento diffondono maggiormente le lunghezze d’onda più corte (blu e verdi), lasciando passare quelle più lunghe, come il rosso e l’arancione. Il risultato è una luna che sembra infuocata, un effetto simile a quello dei tramonti.
Uno spettacolo antico, che unisce scienza e tradizione, capace ogni volta di farci alzare lo sguardo e ricordarci quanto il cielo notturno sia parte della nostra storia.

















IN ARRIVO : LA NOTTE DELLA LUNA. InOMN - International Observe the Moon Night - EDIZIONE 2026

19 SETTEMBRE 2026



- SONO APERTE LE REGISTRAZIONI A InOMN 2026 : - https://moon.nasa.gov/observe-the-moon-night/register/public-event/







LA NOTTE DELLA LUNA. InOMN - International Observe the Moon Night - EDIZIONE 2026

19 SETTEMBRE 2026



- SONO APERTE LE REGISTRAZIONI A InOMN 2026 : - https://moon.nasa.gov/observe-the-moon-night/register/public-event/








Save the Date for International Observe the Moon Night



- Cartolina "save the date" InOMN 19 SETTEMBRE 2026 in italiano:








PER PRIMA COSA IL CIELO SERENO

Uno sguardo alle attuali condizioni meteo del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare

Una previsione più mirata per gli osservatori del cielo: Le previsioni del seeing di Meteoblu


SOLE




Il giorno 17 passa dalla costellazione del Leone a quella della Vergine.

  • 1 settembre: il sole sorge alle 6.37; tramonta alle 19.46
  • 15 settembre: il sole sorge alle 6.52; tramonta alle 19.22
  • 30 settembre: il sole sorge alle 7.08; tramonta alle 18.56

Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 1 ora e 21 minuti per una località alla latitudine media italiana.


23 settembre = Equinozio d'Autunno , alle ore 02:05 (Ora Legale Estiva).
(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).
(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).
Gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un'ora in più rispetto all'Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell'Europa Centrale)

Situazione delle macchie solari nel visibile dal sito dell'Osservatorio Solare Soho


Segnaliamo un sito alternativo per seguire l'aspetto del Sole giorno per giorno :
- https://umbra.nascom.nasa.gov/newsite/images.html



LUNA


Le Fasi:

Fasi Lunari agosto 2026

Data Fase Orario

04/09/2026

Ultimo Quarto

09h 51m

11/09/2026

Luna Nuova

05 27m

18/09/2026

Primo Quarto

22h 44m

26/09/2026

Luna Piena

18h 49m



Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

CET (Central European Time = TU + 1h) da giovedì 1 gennaio 2026 a sabato 28 marzo 2026 e da domenica 25 ottobre 2026 a giovedì 31 dicembre 2026 CEST (Central European Summer Time = TU + 2h) da domenica 29 marzo 2026 a sabato 24 ottobre 2026.

Fino a sabato 28 marzo gli orari sono espressi in TMEC (Tempo Medio dell'Europa Centrale). Da domenica 29 marzo 2026 gli orari sono espressi in Ora Estiva (o "Ora Legale"), pari ad un'ora in più rispetto all'Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell'Europa Centrale), ovvero due ore in più rispetto al Tempo Universale (TU)



link=https://divulgazione.uai.it/images/2026 09 librazione.pdf Diagramma di librazione per il mese di Settembre 2026

Il diagramma è calcolato per le ore 00:00 TU.

Una breve spiegazione del fenomeno delle librazioni e perchè sono interessanti per chi osserva la Luna


- Fasi lunari e librazioni - a cura dello Scientific Visualization Studio della NASA




  • Daily Moon Guide - NASA's interactive map for observing the Moon each day of the year.


Quando la Luna è piena e al perigeo si verifica un evento comunemente noto come Super-Luna. Ecco le date delle prossime Super-Lune.


  • MESI CON 5 FASI LUNARI :

Per una descrizione della periodicità delle fasi lunari nei vari mesi dell'anno, vedi il nostro articolo Mesi con cinque fasi lunari.


  • Tutti i nomi della Luna Piena, un articolo in un notiziario a cura dell'ARAR di Ravenna spiega perchè periodicamente i media parlano di Lune con nomi fantasiosi, a volte fuorvianti (lune rosa, lune della fragola, ecc.).
  • I Nomi e i Colori della Luna, un articolo a cura di Giuseppe Petricca (Astronomia Pratica) che illustra tutta la nomenclatura che viene data alle varie lune piene durante l'anno, risalendo alle sue origini storiche.


Passi sulla Luna: Langrenus


Archivio di Passi sulla Luna: osservazioni, storia e materiali lunari

Sezione a cura di Paolo Morini e Alfonso Zaccaria.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Sezione di Ricerca Luna UAI






OSSERVIAMO IL FALCETTO DI LUNA CRESCENTE



Falce di Luna, le foto dei nostri lettori
La falce lunare vicina alla Luna nuova
Luna del mese di Ramadan
Che cos'è il crepuscolo? (da Wikipedia)
L'Eclittica al tramonto: attenzione al calendario!

Falcetto Luna crescente
11 settembre ore 19:30
Falcetto Luna crescente
12 settembre ore 19:55
Fine del crepuscolo civile
Falcetto Luna crescente
13 settembre ore 20:26
Fine del crepuscolo nautico
Mappa visibilità 12 settembre
Mappa visibilità 13 settembre

L' 11 settembre 2026, al tramonto del Sole, la Luna ha un'età di 14.0h e una fase dello 0.5%. Il giorno successivo, 13 settembre 2026, al tramonto del Sole la Luna ha un'età di 38.0h e una fase del 3.1%.

Da Astronomia UAI un interessante articolo sul "crescente" di Luna o "Hilal" (Astronomia UAI 4-2012 "L'Hilal e la Luna a barchetta" di G. De Donà)

A seconda della stagione, anche un'età relativamente avanzata (in ore)del falcetto di Luna, non lo rende automaticamente un soggetto facile : vedi la pagina sull'eclittica al tramonto.

Mappe del cielo realizzate con Stellarium

Le mappe di visibilità sono state concesse dal loro autore, il dr. R.H. (Rob) van Gent dell'Istituto di matematica dell'Università di Utrecht che ringraziamo per la collaborazione. Il dr. van Gent mantiene un sito sulle previsioni di visibilità del crescente di Luna.


LE MAREE


L'attrazione gravitazionale combinata del Sole e della Luna sulle masse d'acqua che si trovano sul nostro pianeta genera un'onda la cui propagazione, vista dai siti che si trovano sulle coste, si traduce in un ciclico alzarsi e abbassarsi del livello del mare. Anticamente ritenuto una sorta di "respiro del mare", come se l'acqua venisse periodicamente inghiottita ed espulsa da grandi cavità sottomarine, questa variazione di livello può essere calcolata con i metodi della meccanica celeste: ci sono tuttavia contributi non facilmente prevedibili, come quelli legati ai venti e alle condizioni meteorologiche.

Dalla tabella che segue è possibile accedere ai grafici che esprimono le variazioni del livello del mare dovuta alla marea astronomica. I grafici sono relativi ai principali porti italiani (17 località).


ITALIA SETTENTRIONALE
Imperia Genova La Spezia Ravenna Venezia Trieste


ITALIA CENTRALE
Livorno Piombino Civitavecchia Ancona


ITALIA MERIDIONALE E ISOLE
Napoli Cagliari Palermo Porto Empedocle Messina Taranto Brindisi



Alla pagina Osserviamo le maree sono disponibili altri approfondimenti su questo affascinante campo di indagine e di studio.



PIANETI


  • Pianeti di Settembre 2026 : Le immagini nella colonna di destra mostrano lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. Cliccando sulle stesse si aprirà una versione a maggiore risoluzione.
  • Dati tratti dal capitolo “I pianeti nel 2026” dell’Almanacco UAI, a cura di Giuseppe De Donà.


Mercurio: questo mese sarà sfavorevole all’osservazione del pianeta. Mercurio torna nel cielo serale, dopo la congiunzione con il Sole. Il pianeta rimane però molto basso sull’orizzonte e, pur allontanandosi dalla nostra stella, anche nella seconda parte del mese tramonta poco più di mezz’ora dopo il Sole. Mercurio rimane quindi immerso nella luce del crepuscolo serale che rende praticamente impossibile l’osservazione del pianeta. .


Venere: per diversi mesi l’inconfondibile splendore del pianeta ha illuminato il crepuscolo serale, ma il periodo di osservabilità di Venere sta per concludersi. La distanza angolare dal Sole si riduce sempre più e a fine mese il pianeta tramonta meno di un’ora dopo il Sole. Lo vedremo quindi sempre più basso sull’orizzonte in un cielo ancora chiaro, prima del calare dell’oscurità. Nei primi giorni di settembre Venere si avvicina alla stella Spica, con cui si trova in congiunzione il giorno 3, e per tutto il mese rimane all’interno della costellazione della Vergine.

Marte: il pianeta mantiene ancora le condizioni di osservabilità simili a quelle dei mesi precedenti. Sorge nel corso della seconda parte della notte e lo vediamo elevarsi ad Est nelle ore che precedono l’alba. Marte nel corso del mese percorre un tratto della costellazione dei Gemelli fino a raggiungere, il giorno 25, il Cancro.


Giove: il pianeta gigante continua ad anticipare l’orario del suo sorgere, incrementando la durata dell’intervallo di tempo a disposizione per poterlo individuare nelle ultime ore della notte. Anche Giove si trova nel cielo orientale, più basso sull’orizzonte rispetto a Marte, e lo si può osservare prima dell’alba. Giove completa il proprio percorso nella costellazione del Cancro, dove rimane fino al giorno 23 settembre, quando raggiunge il limite con il Leone.


Saturno: si avvicina il periodo di migliore visibilità del pianeta degli anelli. Il pianeta è ormai visibile per quasi tutta la notte e già nelle prime ore della sera lo potremo individuare nel cielo orientale, mentre nelle ore centrali della notte raggiunge il culmine verso Sud. I pianeti esterni si spostano lentamente tra le costellazioni della fascia zodiacale e siamo abituati alla rarità del loro passaggio da una costellazione all’altra. Abbiamo già descritto il cambio di costellazione per Giove, ma anche Saturno quest’anno si sposta vicino al limite tra i Pesci e la Balena, entrando e uscendo più volte da quest’ultima costellazione, che ha anche la particolarità di non fare parte del classico elenco delle 12 costellazioni zodiacali (13 comprendendo anche l’Ofiuco). In questo mese di settembre Saturno si sposta di moto retrogrado lasciando nuovamente i Pesci per entrare nella Balena il giorno 5.



Urano: il pianeta prosegue la sua lunga permanenza nella costellazione del Toro, dove rimane tutto l’anno. Urano anticipa sempre più il suo sorgere, apparendo all’orizzonte già in tarda serata per poi rimanere osservabile per il resto della notte. La luminosità di Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo e per poterlo individuare agevolmente è consigliato l’uso di un telescopio. Da segnalare la sua inversione di marcia: il moto, da diretto, diventa retrogrado dal 10 settembre.


Nettuno: anche in questo mese di settembre le condizioni di osservabilità di Nettuno sono simili a quelle di Saturno. Nettuno sorge prima di Saturno e lo possiamo cercare in cielo ad oriente all’inizio della notte. Il pianeti si trova ancora nella costellazione dei Pesci. Nettuno va in opposizione con moto retrogrado il 26 settembre e pertanto è possibile osservarlo per l’intera notte. Naturalmente, mentre Saturno è ben visibile ad occhio nudo, Nettuno è al di sotto della soglia di percezione dell’occhio umano ed è quindi indispensabile l’uso del telescopio. Mentre il pianeta sta per raggiungere l’opposizione, si troverà anche alla minima distanza dalla Terra, pari a 28,876 Unità Astronomiche, corrispondenti a circa 4.319.722.000 km. .



Plutone

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Lo si può cercare a Sud al calare dell’oscurità. Nelle ore centrali della notte è possibile individuarlo sempre più basso sull’orizzonte a Sud-Ovest. Plutone ha una luminosità molto bassa ed è sempre necessario l’uso di un telescopio per poterlo individuare. Plutone prosegue la sua permanenza nella costellazione del Capricorno.




CONGIUNZIONI



Luna - Marte : nella seconda parte della notte tra il 5 e il 6 settembre la Luna calante entra nella costellazione dei Gemelli a formare un bel quadrilatero con il pianeta Marte e le stelle Castore e Polluce. (vedi mappa)

Luna - Giove : prima del sorgere del Sole dell’8 settembre sull’orizzonte orientale potremo ammirare la falce di Luna calante nella costellazione del Cancro, dove troviamo anche il pianeta Giove. (vedi mappa)

Luna - Venere : la sera del 14 settembre, tra le luci del crepuscolo sull’orizzonte occidentale, la sottile falce di Luna crescente accompagna verso il tramonto il pianeta Venere, nella costellazione della Vergine. (vedi mappa)

Luna - Saturno : il 27 settembre osserveremo il luminosissimo disco lunare vicino a Saturno. La Luna si trova nella costellazione dei Pesci, il pianeta nella Balena. (vedi mappa)





OSSERVIAMO LE STELLE DOPPIE AL TELESCOPIO

Osserviamo insieme all'Apprendista Astrofilo la stella doppia del mese di settembre 2026 61Cygni.

Per saperne di più sulle stelle doppie: una presentazione generale dell'argomento, la storia della loro osservazione e un repertorio bibliografico.



OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE


Approfondimenti, consigli per le osservazioni sulla pagina Come osservare la Stazione Spaziale Internazionale che contiene la tabella con le previsioni dei transiti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

  • ISS Tracker - Dove si trova la ISS in questo momento? Quale porzione della superficie terrestre stanno riprendendo le telecamere installate sulla ISS?
  • Variazioni Orbitali della ISS - Un approfondimento riguardante i cambiamenti di quota, e le conseguenze sui tempi previsti dei transiti, della Stazione Spaziale Internazionale.




OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE CINESE TIANHE-1


La pagina Come osservare la Stazione Spaziale Cinese Tianhe-1 contiene la tabella con le previsioni dei transiti visibili per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

La Cina, dopo le stazioni spaziali Tiangong 1 e Tiangong 2, ha messo in orbita la Tianhe-1, il primo modulo delle nuova stazione spaziale ed è stata messa in orbita il 29 aprile 2021. Questo elemento sarà il modulo base di una grande stazione spaziale a struttura modulare.




OSSERVARE I SATELLITI STARLINK


La pagina Come_osservare_i_satelliti_Starlink contiene la tabella con le previsioni dei transiti dei satelliti Starlink, calcolate per ogni capoluogo di provincia.


Al via UAI SatMonitor: il programma per la misura e la valutazione degli effetti dei satelliti commerciali sulle attività astrofile

La comunità astrofila manifesta una crescente preoccupazione per l’iniziativa “StarLink” di SpaceX, che vede ormai 3 gruppi di 60 satelliti già in orbita, e un aggressivo piano di lancio per i prossimi mesi. Numerose sono le segnalazioni di avvistamenti visuali, nonchè le foto segnate dalla ormai tipica “strisciata” dei satelliti StarLink.

  • Per mandare immagini, dati, informazioni, o per chiedere di aderire a future campagne osservative scrivere a satmonitor@uai.it


- Cosa sono i satelliti Starlink (da wikipedia) : https://it.wikipedia.org/wiki/Starlink_(costellazione_satellitare)

- Tutto quello che dovete sapere su Starlink (da www.astrospace.it).


- Links a siti da consultare per conoscere i passaggi dei satelliti Starlink osservabili dalla propria località di osservazione:



COSTELLAZIONI


Il cielo di settembre ci consente di osservare ancora buona parte di quelle costellazioni che hanno caratterizzato la volta celeste nella parte centrale dell'estate. Ora però gli astri che eravamo abituati a vedere ben alti in cielo intorno alla mezzanotte, sono invece spostati verso occidente dove si accingono a tramontare. Nelle prime ore della sera sarà possibile scorgere sull'orizzonte lo Scorpione, seguito dal Sagittario e, più in alto, dall'Ofiuco e da Ercole.
Più a Nord - Ovest tramonta invece la brillante stella Arturo, nella costellazione del Bootes: al suo fianco sinistro notiamo la piccola costellazione della Corona Boreale.
Qualche ora più tardi sarà il turno del Triangolo Estivo ad avviarsi verso l'orizzonte occidentale. La descrizione dettagliata del Triangolo Estivo è consultabile nelle rubriche del Cielo di Luglio e Agosto, ma ne ricordiamo ancora una volta le componenti principali: sopra il Sagittario troviamo l'Aquila, con la stella Altair che rappresenta il primo dei tre vertici del Triangolo.
La stella più brillante delle tre è invece Vega, nella Lira. La figura geometrica è completata da Deneb, la coda del Cigno. Con l'aiuto della mappa del cielo si potranno facilmente identificare anche le costellazioni minori, disposte tra l'Aquila e il Cigno; in particolare, sono riconoscibili la Volpetta, la Freccia e il Delfino.
Tornando alla fascia zodiacale, le costellazioni visibili verso Sud in questo periodo sono meno spettacolari e di più difficile identificazione rispetto a quelle osservate nei mesi precedenti.
Capricorno, Acquario e Pesci sono piuttosto estese, ma prive di stelle brillanti.
Più facile da trovare la minuscola costellazione dell'Ariete, che vedremo sorgere a Est.
Per riconoscere queste costellazioni possiamo sfruttare gli allineamenti delle stelle più brillanti delle costellazioni che troviamo nelle vicinanze: Acquario e Pesci ad esempio si trovano proprio sotto il grande quadrilatero di Pegaso, il cavallo alato, che dopo il tramonto domina il cielo di Sud-Est.
Partendo da Pegaso, verso Nord-Est, troviamo la costellazione di Andromeda, dove anche con un semplice binocolo (ma in cieli molto oscuri la si intravede già ad occhio nudo) è possibile osservare l'omonima galassia. Andromeda è seguita da Perseo, con una forma che ricorda una "Y" rovesciata.
Più in alto rispetto ad Andromeda e Perseo, spostandoci a Nord verso la Stella Polare, troviamo Cassiopea, con la sua caratteristica forma a "W", e la meno appariscente costellazione di Cefeo.
Tra Perseo e Cassiopea c'è un altro noto oggetto del profondo cielo che merita di essere osservato: si tratta del cosiddetto "Doppio Ammasso del Perseo".
I due ammassi contengono complessivamente circa 400 stelle e distano da noi oltre 7.000 anni luce, separati da circa un migliaio di anni luce l'uno dall'altro.
Il "Doppio Ammasso" è un oggetto molto esteso: la visione migliore la si può avere con un binocolo, che permette di ammirare entrambe le concentrazioni di stelle, che di norma non entrano nel ristretto campo inquadrato da un telescopio.
Completiamo la descrizione della volta celeste con l'Orsa Maggiore, che troviamo a Nord - Ovest, accompagnata dal Dragone, un "serpente" di stelle che si snoda tra le due Orse.


Note:(*)
Lo Zenit è il punto più alto della sfera celeste, proprio sopra la nostra testa: per la definizione geometrica è il punto di intersezione tra la retta verticale passante dal punto di osservazione e la sfera celeste.
(**) L'eclittica è il percorso apparente del Sole nell'arco dell'anno lungo la volta celeste; geometricamente, è l'intersezione tra quest'ultima e il piano dell'orbita terrestre.



Quante sono le costellazioni zodiacali?
12, 13 o ... molte di più ? Scoprilo cliccando qui.



CARTE DEL CIELO

Elenco delle Costellazioni: denominazione in latino e italiano

Elenco delle stelle che hanno un nome

Le 100 stelle più brillanti del cielo - da Almanacco UAI


Mappe del cielo del mese



Orizzonte Nord
15 settembre ore 22:00
Orizzonte Est
15 settembre ore 22:00
Orizzonte Sud
15 settembre ore 22:00
Orizzonte Ovest
15 settembre ore 22:00
Zenit
15 settembre ore 22:00

Congiunzioni



Congiunzione Luna Marte
6 settembre alle ore 03:00
Congiunzione Luna Giove
8 settembre alle ore 05:00
Congiunzione Luna Venere
14 settembre alle ore 20:00
Congiunzione Luna Saturno
27 settembre alle ore 21:00


Mappe del cielo realizzate con i programmi Skymap Pro e Stellarium


METEORE

a cura di Mario Sandri - Responsabile Sezione Meteore UAI

METEORE DI SETTEMBRE 2026

Settembre è un mese di transizione per l’osservazione delle meteore. I grandi sciami dell’estate sono ormai alle spalle e bisognerà attendere ottobre per l’arrivo delle Orionidi, ma il cielo settembrino è tutt’altro che privo di attività. Numerose correnti minori raggiungono infatti il loro massimo nel corso del mese e alcune meritano particolare attenzione, soprattutto nel 2026, quando le condizioni lunari saranno particolarmente favorevoli nella parte centrale di settembre.

Le principali fasi lunari del mese saranno l’Ultimo Quarto il 4 settembre, la Luna Nuova l’11 settembre, il Primo Quarto il 18 settembre e la Luna Piena il 26 settembre. La situazione sarà quindi progressivamente migliore durante la prima decade, fino ad arrivare alle notti praticamente prive di disturbo lunare attorno al novilunio. Successivamente la Luna crescente tornerà gradualmente a interferire con le osservazioni, diventando particolarmente penalizzante nell’ultima settimana del mese.

Ad aprire settembre saranno le Aurigidi (AUR), uno degli sciami più interessanti del mese. Attive tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, raggiungeranno il massimo il 1° settembre, con uno ZHR medio di circa 6. Le Aurigidi producono meteore molto veloci, con una velocità geocentrica di circa 66 km/s, ma soprattutto sono note per aver mostrato in passato improvvisi aumenti di attività. Sono stati registrati outburst nel 1935, 1986, 1994 e 2007, e proprio quest’ultimo raggiunse per un breve intervallo valori di ZHR molto elevati. Per questo motivo lo sciame merita sempre di essere monitorato anche negli anni in cui non sono previsti particolari incrementi. Nel 2026, tuttavia, l’osservazione sarà fortemente penalizzata dalla Luna ancora molto luminosa dopo il plenilunio di fine agosto, che renderà difficile rilevare le meteore più deboli.

Decisamente migliore sarà la situazione delle epsilon-Perseidi (SPE) di settembre, che rappresentano probabilmente lo sciame più interessante del mese. Attive indicativamente dal 5 al 21 settembre, raggiungeranno il massimo attorno al 9 settembre, con uno ZHR di circa 8. Anche in questo caso si tratta di meteore molto veloci, con velocità geocentrica di circa 64 km/s. Il 2026 offrirà condizioni osservative eccellenti: il massimo cadrà appena due giorni prima della Luna Nuova dell’11 settembre e il disturbo lunare sarà quindi praticamente assente. Le epsilon-Perseids di settembre meritano particolare attenzione anche dal punto di vista scientifico, poiché in passato hanno mostrato aumenti anomali di attività, in particolare nel 2008 e nel 2013. Per il 2026 alcuni modelli indicano inoltre un possibile incontro con materiale meteorico nelle ore del 10 settembre, rendendo particolarmente interessante il monitoraggio dello sciame nelle notti attorno al massimo.

Nei giorni immediatamente successivi continueranno a essere favorevoli le condizioni per l’osservazione di diverse correnti minori. Tra queste meritano attenzione le gamma-Piscidi (SGP) di settembre e le gamma-Eridanidi (GAE) di settembre. Si tratta di sciami decisamente più deboli rispetto alle Aurigidi e alle epsilon-Perseidi e per i quali non è sempre disponibile uno ZHR visuale sufficientemente consolidato. La loro attività può risultare difficile da riconoscere attraverso la sola osservazione visuale, mentre diventa molto più interessante attraverso sistemi video, fotografici o mediante l’analisi statistica delle orbite meteoriche. La vicinanza temporale alla Luna Nuova rappresenterà comunque un importante vantaggio nel 2026.

Interessanti saranno anche le xi-Perseidi (PXS) di settembre e le iota-Cassiopeiidi (SIC) di settembre. Entrambe appartengono a quella popolazione di sciami minori che difficilmente produce un'attività spettacolare, ma che assume importanza nell'ambito del monitoraggio sistematico del cielo meteorico. I radianti settentrionali favoriscono inoltre gli osservatori europei. Anche per queste correnti è più corretto parlare di attività dell’ordine di poche meteore all’ora, o inferiore, piuttosto che attribuire valori di ZHR poco significativi. Le condizioni lunari della prima metà di settembre saranno comunque molto favorevoli alla loro individuazione.

Tra le correnti provenienti dalle regioni settentrionali del cielo vanno considerate anche le epsilon-Draconidi (SED) di settembre e le chi-Cygnidi (CCY). Le seconde, in particolare, costituiscono una sorgente meteorica debole, con tassi normalmente inferiori a una meteora all’ora, ma il loro radiante nella regione del Cigno rimane ben posizionato per gran parte della notte alle nostre latitudini. Sono quindi sciami che acquistano interesse soprattutto nell’ambito delle osservazioni video e delle reti di monitoraggio, dove anche un numero relativamente piccolo di eventi può contribuire alla determinazione delle caratteristiche della corrente.

Un altro gruppo interessante è rappresentato dalle correnti della Lince. Le Lyncidi (SLY) di settembre e le Lyncids (SOL) di settembre-ottobre mostrano quanto complessa possa essere l’attività meteorica associata a questa regione del cielo. I tassi rimangono bassi, generalmente di poche meteore all’ora, ma il radiante molto settentrionale è favorevole per le nostre latitudini e rimane osservabile per molte ore. Per le Lyncidi di settembre sono stati inoltre segnalati in passato brevi aumenti di attività, un elemento che rende utile continuare a raccogliere osservazioni. Le condizioni saranno particolarmente buone per i massimi che cadranno poco dopo il novilunio, mentre peggioreranno progressivamente con l'avvicinarsi al Primo Quarto del 18 settembre.

Una meteora ripresa nel 2022 da Gaetano D'Anna - Foto della Galleria Fotografica a cura della Sezione Meteore UAI : https://meteore.uai.it/galleria-fotografica/ .



A completare la selezione dei dieci sciami più interessanti troviamo quindi una serie di correnti molto deboli che non vanno considerate alla stregua dei grandi sciami annuali. Per molte di esse non esiste infatti uno ZHR visuale affidabile, perché la loro identificazione deriva soprattutto dalle osservazioni video e radar e dall'analisi orbitale di grandi campioni di meteore. In questi casi assegnare un valore numerico preciso rischierebbe di fornire un'indicazione fuorviante: la loro importanza risiede soprattutto nel monitoraggio scientifico e nella possibilità di verificare variazioni del radiante e dell'attività da un anno all'altro.

Nel complesso, la finestra osservativa più interessante di settembre 2026 sarà quella compresa indicativamente tra l’8 e il 15 settembre. La Luna sarà assente o ridotta a una sottile falce e contemporaneamente saranno attive numerose correnti. Particolare attenzione meriteranno le notti del 9 e 10 settembre, quando le September epsilon-Perseids raggiungeranno il massimo in condizioni quasi ideali e sarà possibile verificare l'eventuale presenza di attività aggiuntiva.

Dopo il Primo Quarto del 18 settembre le condizioni peggioreranno progressivamente. La Luna crescente rimarrà nel cielo per una parte sempre maggiore della notte e renderà più difficile individuare le meteore più deboli. Gli sciami che raggiungeranno il massimo nell’ultima settimana del mese saranno infine fortemente penalizzati dall’avvicinarsi alla Luna Piena del 26 settembre.

Settembre 2026 non sarà quindi un mese caratterizzato da grandi numeri. Gli sciami principali raggiungeranno valori di ZHR relativamente modesti e molte delle correnti minori produrranno soltanto poche meteore. Proprio per questo, però, sarà un periodo particolarmente interessante per gli osservatori sistematici. Le osservazioni visuali effettuate sotto cieli bui potranno essere affiancate in maniera molto efficace dalle stazioni fotografiche e video, capaci di registrare l’attività delle correnti più deboli e di contribuire alla determinazione dei loro radianti e dei profili di attività.

Tra tutti gli sciami del mese, le epsilon-Perseidi di settembre saranno senza dubbio l’obiettivo principale, grazie alla combinazione tra uno ZHR relativamente elevato per settembre, l’assenza quasi completa della Luna e la possibilità di eventuali variazioni dell’attività. Le Aurigidi rimangono invece uno sciame scientificamente interessante, ma nel 2026 saranno fortemente penalizzate dalla Luna. Per tutti gli altri sciami, più che il numero di meteore osservabili, sarà la continuità del monitoraggio a rappresentare il contributo più importante.




Per saperne di più consultare https://meteore.uai.it/sciami-del-mese/ .

Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Meteore UAI: https://meteore.uai.it .


COMETE

a cura di Adriano Valvasori


COMETE DI SETTEMBRE 2026


testo in corso di aggiornamento





C/2025 A6 Lemmon

Scoperta il 3 gennaio 2025 da Carson Fuls in quattro immagini ottenute durante il programma Catalina Sky Survey (CSS), utilizzando il telescopio riflettore da 1,5 m f/1,6 installato sul Monte Lemmon, Monti Santa Catalina, Arizona (Stati Uniti). Inizialmente era stata identificata come un oggetto simile a un asteroide di magnitudine 21,5, situato a 0,5° dalla galassia NGC 2454 nella costellazione dei Gemelli.

Dopo la pubblicazione dei dati sul sito web NEOCP del Minor Planet Center (MPC), l'oggetto è stato osservato dal Mauna Kea, alle Hawaii, confermandone la natura cometaria. Il 6 gennaio ha mostrato una chioma condensata senza coda, e il 21 febbraio, immagini ad alta risoluzione hanno rivelato una chioma più compatta e una coda corta, lunga 2 secondi d'arco.

La cometa è stata identificata anche in immagini pre-scoperta scattate tra novembre e dicembre 2024 con i telescopi Pan-STARRS1 e Pan-STARRS2 su Haleakala. Tuttavia, queste immagini non erano sufficientemente nitide per confermare il suo aspetto cometario.

L'orbita calcolata indica che si tratta di una cometa dinamicamente vecchia, con una traiettoria quasi parabolica e un periodo di circa 1.400 anni. Il suo perielio avverrà l'8 novembre 2025, a una distanza di 0,53 UA dal Sole, tra le orbite di Venere e Mercurio. Il suo massimo avvicinamento alla Terra avverrà il 21 ottobre, a 0,68 UA dal nostro pianeta.

La cometa C/2025 A6 (Lemmon) ha mostrato scarsa attività dalla sua scoperta fino alla fine di marzo 2025, quando mostrava ancora una luminosità di magnitudine 21. Successivamente è diventata inosservabile a causa della sua congiunzione solare, riacquistando visibilità a metà agosto con una luminosità totale di magnitudine 14. A partire dal 19 agosto, diversi osservatori hanno segnalato un insolito aumento della luminosità fino a magnitudine 11 e lo sviluppo di un'ampia chioma gassosa, confermando l'esplosione del MPC.

Tenendo conto di queste ultime misurazioni della luminosità totale, si può desumere che ci sia stato un outburst. La curva di luce calcolata prevede una luminosità massima prossima alla magnitudine 2 tra le date del suo avvicinamento alla Terra e del perielio, il che ne consentirebbe (usiamo la massima cautela) l'osservazione a occhio nudo tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre 2025.

Tuttavia, dato che sono trascorsi solo pochi giorni dal outburst, è molto probabile che il suo effetto diminuisca rapidamente e che la cometa raggiunga un massimo di diverse magnitudini inferiore. Le osservazioni effettuate a settembre saranno decisive. Inoltre, l'oggetto presenta un rischio moderato di disintegrazione secondo il limite di sopravvivenza di Bortle.

Data la geometria orbitale del suo avvicinamento, la cometa C/2025 A6 (Lemmon) sarà visibile dall'emisfero settentrionale durante le ore serali, in direzione est-nordest. A partire da metà settembre, a magnitudine 8, sarà visibile con un binocolo. Con il suo rapido aumento di luminosità, scenderà nel cielo dell'alba a metà ottobre 2025, raggiungendo potenzialmente la magnitudine 3,5, e diventando quindi visibile a occhio nudo.

In seguito, sempre dall'emisfero settentrionale, la finestra di osservazione ideale si sposterà al crepuscolo. La cometa sarà visibile senza interferenze lunari tra fine ottobre e inizio novembre, bassa sull'orizzonte ovest-nordovest. Raggiungerà la sua massima luminosità intorno alla magnitudine 2, facilmente visibile a occhio nudo fino al 24 ottobre, ultimo giorno senza Luna.

Entro metà novembre, la cometa non sarà più osservabile, immergendosi nella luce serale sull'orizzonte occidentale, dopo essersi leggermente attenuata fino a raggiungere una magnitudine di 2,5. Non sarà più visibile dall'emisfero settentrionale.

Sebbene vi sia ancora molta incertezza sull'evoluzione della cometa C/2025 A6 (Lemmon), se l'attività osservata finora dovesse continuare, la sua luminosità si aggirerà intorno alla magnitudine 10 entro l'inizio di settembre, rendendola osservabile visivamente con piccoli telescopi o binocoli giganti. Entro la metà del mese, la sua luminosità apparente potrebbe aumentare fino a magnitudine 8,5, consentendone l'osservazione con un binocolo standard 10x50 o equivalente. Se questa tendenza dovesse continuare, entro la fine di settembre la sua luminosità potrebbe avvicinarsi alla magnitudine 7, facilmente visibile con un binocolo anche da aree con moderato inquinamento luminoso.

Per quanto riguarda la morfologia, dato che la cometa mostra una considerevole attività gassosa e pochissime emissioni di polveri, è probabile che la chioma verdastra continui ad aumentare di diametro a settembre. Si prevede inoltre che nei prossimi giorni inizierà a svilupparsi una coda di ioni, che aumenterà di lunghezza nel corso del mese, mentre la formazione di una coda di polveri sembra improbabile.




Curva di luce della cometa C/2025 A6 Lemmon
Mappa di visibilità della cometa C/2025 A6 Lemmon



C/2025 K1 ATLAS

La cometa C/2025 K1 ATLAS è una delle scoperte più recenti nel nostro sistema solare, appartenente al gruppo delle comete a lungo periodo. È stata osservata per la prima volta il 23 maggio 2025 grazie al telescopio automatizzato ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), un progetto che monitora il cielo per individuare oggetti celesti potenzialmente pericolosi. L'ATLAS, basato alle Hawaii, ha identificato la cometa quando si trovava ancora a una notevole distanza dalla Terra, rendendo la scoperta ancora più affascinante.

Intorno al 6 agosto, il trend di aumento della luminosità della cometa C/2025 K1 (ATLAS) si è interrotto, perdendo improvvisamente quasi mezza magnitudine, da 12,3 a 12,8 (in media). A quel tempo, si trovava a 1,47 UA dal Sole, il che potrebbe essere un segno che il nucleo aveva iniziato un processo di frammentazione. Data la sua magnitudine assoluta, a quella distanza stava già entrando nella zona a rischio di disintegrazione secondo la formula del limite di sopravvivenza di Bortle.

Dopo questo calo, la cometa ha continuato ad aumentare di luminosità, seppur più lentamente, fino a raggiungere circa la magnitudine 12 a metà agosto. Successivamente, nella seconda metà del mese, le stime della luminosità totale non hanno riflesso un aumento, ma piuttosto il contrario: una leggera perdita di luminosità. Sebbene la dispersione dei dati renda difficile la conferma, questo è ciò che osservo personalmente.

Per quanto riguarda la morfologia, il diametro della chioma non offre conclusioni chiare. Sebbene oscilli, probabilmente a causa di diversi strumenti e condizioni di osservazione, rimane a circa 2 minuti d'arco (tra 50.000 e 75.000 km di dimensioni reali). Tuttavia, la condensazione della chioma ha mostrato un andamento anomalo, diminuendo la sua intensità da 5 a 3 gradi dopo il calo di luminosità di inizio agosto, indicando che il picco di luminosità attorno al nucleo si è attenuato.

La coda, che appare prevalentemente polverosa nonostante sia orientata completamente antisolare, ha continuato a svilupparsi, guadagnando intensità e lunghezza fino a raggiungere circa mezzo grado.

Considerata questa incertezza, è difficile fare una previsione, il che è già di per sé un'impresa rischiosa nel mondo delle comete.

Se la cometa non ha ancora iniziato la sua disintegrazione e, dopo aver raggiunto una luminosità di magnitudine 12 a fine agosto, dovrebbe riprendere il processo di aumento di luminosità a settembre. Inizialmente, la sua luminosità salirebbe lentamente da magnitudine 12 a 11,5 entro la metà del mese, diventando osservabile visivamente con telescopi di media apertura. Successivamente, nella seconda metà di settembre, l'aumento sarebbe più rapido, raggiungendo la magnitudine 10 entro la fine del mese, momento in cui potrebbe essere osservata con piccoli telescopi. Anche fotografarla sarebbe relativamente facile con un'attrezzatura modesta.

Se si verificasse la disintegrazione, lo scenario tipico sarebbe una lenta diminuzione della luminosità, una perdita di condensazione e una rapida sfocatura della chioma, mentre la coda non continuerebbe a crescere ma rimarrebbe osservabile per un bel po' di tempo.

Nei primi giorni di settembre, si muoverà rapidamente verso sud-ovest, attraversando la zona di cielo compresa tra la Bilancia e la Vergine. Tra il 6 e il 7, passerà a circa 2,4° dall'ammasso globulare NGC 5634, un oggetto debole ma interessante, che fornirà un buon punto di riferimento per osservarlo o fotografarlo.

Una volta all'interno della Vergine, tra il 19 e il 20 settembre, avrà un incontro più suggestivo quando si congiungerà al pianeta Marte, raggiungendo una separazione minima di 2,3°. L'apparente vicinanza tra i due permetterà di inquadrarli facilmente nello stesso campo visivo con un binocolo o un telescopio a grande campo, offrendo un'immagine suggestiva.

Alla fine del mese, tra il 25 e il 26, la cometa passerà a circa 3° a sud di Spica (Alpha Virginis), la stella più luminosa della costellazione, di magnitudine 1.



Curva di luce della cometa C/2025 K1 ATLAS
Mappa di visibilità della cometa C/2025 K1 ATLAS
Mappa di visibilità della cometa C/2025 K1 ATLAS



3I Atlas

Scoperto il 1 luglio 2025 in quattro immagini ottenute durante il programma di sorveglianza ATLAS (Asteroid Terrestrial-Impact Last Alert System) utilizzando il telescopio Schmidt da 0,5 m f/2 installato a Río Hurtado (Cile), è stato inizialmente identificato come un oggetto simile a un asteroide di magnitudine 18 situato nella costellazione del Sagittario.

L'oggetto non era particolarmente debole, ma la sua vicinanza al piano della Via Lattea, con la conseguente elevata densità stellare nella zona, ne ha probabilmente impedito la scoperta anticipata. Ora, mentre attraversava una fascia oscura di polvere galattica, è stato rilevato e confermato.

Provvisoriamente catalogato con la designazione A11pl3Z dal Minor Planet Center (MPC), il centro di Harvard per la raccolta di osservazioni di pianeti minori e comete, il 2 luglio l'astronomo amatoriale Sam Deen (Simi Valley, California, USA) è stato il primo a segnalare una possibile attività cometaria, sotto forma di una coda ampia e corta, di 1 secondo d'arco.

Tra tutti i resoconti della comunità osservativa, Robert Weryk e Richard Wainscoat (Western Ontario University, Canada), che hanno ottenuto immagini il 2 luglio con il telescopio CFHT da 3,6 metri sul Mauna Kea, alle Hawaii, hanno osservato che l'oggetto presentava una chioma altamente condensata di 1,3 secondi d'arco e una coda corta, di lunghezza compresa tra 3 e 4 secondi d'arco, confermando finalmente la sua natura cometaria.

Inoltre, Sam Deen ha identificato diverse immagini precedenti alla scoperta ottenute dal sistema ATLAS in Cile e Sudafrica, alcune risalenti al 5 giugno, il cui arco di osservazione astrometrica ha permesso a Shuichi Nakano (Central Bureau for Astronomical Telegrams, CBAT) di confermare che l'orbita della cometa aveva una forma iperbolica. Un'orbita iperbolica è una traiettoria aperta con un'eccentricità maggiore di 1, non legata gravitazionalmente al Sole. Ciò significa che l'oggetto ha origine dallo spazio interstellare, entrando e uscendo dal Sistema Solare: dopo il suo avvicinamento, si allontanerà definitivamente verso altre stelle della nostra galassia.

Scoperto nel 2017, l'asteroide 1I/ʻOumuamua è stato il primo oggetto interstellare rilevato, attraversando il Sistema Solare a circa 26 km/s con un'orbita iperbolica di eccentricità 1,2. Nel 2019, la cometa 2I/Borisov è diventata il secondo oggetto interstellare noto, passando a circa 32 km/s con un'eccentricità di 3,4.

Questo terzo oggetto interstellare, denominato 3I/ATLAS, ha un'orbita retrograda, opposta al moto planetario, con una bassa inclinazione rispetto al piano del Sistema Solare di i = 175°, e un'eccentricità molto elevata di e = 6,3, raggiungendo una velocità di passaggio di 69 km/s, la più alta finora registrata tra gli oggetti interstellari conosciuti.

Il perielio si verificherà il 29 ottobre 2025, quando la cometa raggiungerà la sua distanza minima dal Sole di 1,36 unità astronomiche (UA), trovandosi tra le orbite di Marte e della Terra. Il suo massimo avvicinamento alla Terra avverrà il 19 dicembre 2025, passando entro 1,80 UA dal nostro pianeta, una distanza considerevole. Inoltre, la cometa effettuerà un passaggio relativamente ravvicinato vicino a Marte il 3 ottobre 2025, a 0,20 UA, e vicino a Giove il 16 marzo 2026, a 0,34 UA.

Sin dalla sua scoperta, 3I/ATLAS è stata poco frequente. Durante il mese di luglio, la sua luminosità è aumentata solo da magnitudine 18 a 17. Presentava una chioma minuscola e altamente condensata, al limite della risoluzione delle apparecchiature amatoriali, con una dimensione angolare di circa 0,2 minuti d'arco, equivalenti a circa 30.000 km di dimensioni reali.

I dettagli della chioma e della coda sono stati osservati solo a luglio utilizzando telescopi di osservatori professionali. Il 15 luglio, un team di astronomi dell'Istituto di Astronomia dell'Università delle Hawaii ha ottenuto un'immagine a colori ad alta risoluzione della cometa utilizzando il telescopio Gemini North, rivelandone la chioma compatta: una nube di gas e polvere che circonda il nucleo ghiacciato.

Data la geometria orbitale del suo avvicinamento, la cometa 3I/ATLAS sarà visibile in tutto il mondo nella seconda metà del 2025, alle seguenti condizioni di visibilità:

Dall'emisfero settentrionale, sarà visibile fino all'inizio di settembre, raggiungendo la magnitudine 15,5 all'inizio della notte, sebbene scenderà gradualmente verso l'orizzonte occidentale. Durante il mese di ottobre, sarà inosservabile da tutto il mondo perché in congiunzione con il Sole. Alla fine del mese, raggiungerà il perielio e la sua massima luminosità, stimata tra la magnitudine 14 e la 13,5, sebbene rimarrà ancora nascosta. A partire dalla seconda settimana di novembre, sarà di nuovo visibile dall'emisfero settentrionale prima dell'alba, sorgendo sopra l'orizzonte orientale con una luminosità prossima alla magnitudine 14. Nell'emisfero meridionale, riapparirà intorno all'ultima settimana di novembre, con una luminosità simile. A dicembre, la cometa interstellare 3I/ATLAS guadagnerà rapidamente quota nel cielo durante il crepuscolo mattutino: verso sud-est nell'emisfero settentrionale e verso est in quello meridionale. Scomparirà lentamente nel corso del mese, scendendo dalla magnitudine 14 alla magnitudine 15.



Curva di luce della cometa 3I Atlas
Mappa di visibilità della cometa 3I Atlas





Le mappe fornite sono indicative e per l'intero mese. Poiché le comete si spostano (anche notevolmente) da una sera all'altra, si consiglia, a chiunque si appresti all'osservazione degli astri chiomati, di munirsi di mappe dettagliate con stelle di riferimento per giorno ed ora di osservazione scaricabili dai comuni programmi di simulazione del cielo o contattare la sezione comete UAI.


Effemeridi aggiornate delle comete presentate sono disponibili sul sito del Minor Planet Center:

http://www.cfa.harvard.edu/iau/Ephemerides/Comets/index.html

Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Comete UAI: http://comete.uai.it mail comete@uai.it
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ASTEROIDI

a cura di Paolo Bacci



ASTEROIDI PER SETTEMBRE 2026


Per il mese di Settembre proponiamo l'osservazione dei seguenti asteroidi:


testo in corso di aggiornamento


(1) Cerere

Scoperto il 1 gennaio del 1801 da Giuseppe Piazzi dall'osservatorio astronomico di Palermo, Cerere è l'asteroide più grande della fascia principale degli asteroidi, con un diametro di quasi 1000 Km. Dal 2006 è stato classificato come Pianeta Nano, insieme ad altri 4 oggetti trans-nettuniani. Cerere è stato visitato da varie missioni spaziali ed in particolare dalla DAWN, che ci ha inviato spettacolari immagini della sue superficie fortemente craterizzata. Alla portata di piccoli telescopi. Il pianeta nano ha un inclinazione sull’eclittica di 10.58°, impiega 4.6 anni a completare la sua rotazione intorno al Sole, e 9.07 ore a ruotare su se stesso. Visibile nella costellazione della Balena, con una luminosità di 7.8 mag, quindi facilmente osservabile con un semplice binocolo e fotografabile con una semplice reflex


(6) Hebe

Scoperto il luglio 1847 dall’astronomo Karl Ludwig Hencke è uno tra i più grandi asteroidi della fascia principale con un diametro di 185 km. Impiega 4.2 anni per ruotare intorno al Sole, con un inclinazione di 14.73° ed una eccentricità di 0.2 Visibile nella costellazione dell’Acquario, con una luminosità di 8.5 mag, quindi facilmente osservabile con un semplice binocolo.


Percorso apparente nella volta celeste degli asteroidi (1) Cerere e (6) Hebe nel mese di Settembre 2025
Percorso apparente nella volta celeste di (1) Cerere nel mese di settembre 2025
Percorso apparente nella volta celeste di (6) Hebe nel mese di settembre 2025






  • CONGIUNZIONI ASTEROIDI DEL MESE DI SETTEMBRE 2026

Tutte le date e gli orari sono UT. Le posizioni sono geocentriche J2000 e includono le perturbazioni planetarie. Le separazioni sono in secondi d'arco.




Asteroidi in opposizione nel mese di Settembre 2026
2 Settembre 2026 (9) Metis Mag=9.3
8 Settembre 2026 (236) Honoria Mag=10.8
8 Settembre 2026 (198) Ampella Mag=10.2
24 Settembre 2026 (106) Dione Mag=11.0
30 Settembre 2026 (192) Nausikaa Mag=8.4





  • (tabelle a cura di Carlo Muccini)


CALENDARIO DELLE PROSSIME OPPOSIZIONI DI RILIEVO 2026 - Asteroidi luminosi con mag.<11 (*)
12 Ottobre 2026 (2) Pallas Mag=8.3
15 Ottobre 2026 (4) Vesta Mag=6.3
22 Ottobre 2026 (46) Hestia Mag=10.5
22 Ottobre 2026 (532) Herculina Mag=10.6
13 Novembre 2026 (64) Angelina Mag=10.8
6 Dicembre 2026 (230) Athamantis Mag=9.9
9 Dicembre 2026 (49) Pales Mag=10.9
22 Dicembre 2026 (53) Kalypso Mag=11.0

(*) Orari in tempo locale, considerata anche l'eventuale ora legale ove applicabile

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