Le News dello SCIS

Rubrica di siti sulle ultime notizie 
segnalati dai partecipanti di SCIS On Line

In questa rubrica sono raccolti i links ai siti italiani e stranieri che offrono un approfondimento sulle più importanti notizie scientifiche del momento. I siti vengono segnalati nella mailing list dello SCIS, visionati dalla Redazione e proposti al pubblico con una breve introduzione sulla notizia in questione.


11/07/2001 - Illuminare il Vesuvio


Dopo il caso del Pilone di Messina e la proposta di illuminare l'Etna, si aggiunge un altro capitolo alle follie di illuminazione di monumenti e siti di interesse naturalistico, con criteri in totale contraddizione con quanto prescritto dalle normative contro l'Inquinamento Luminoso, già in vigore in diverse regioni italiane. Ora è il turno del Vesuvio e di alcune tra le più' belle e incontaminate località' della regione Campania.

In prima pagina del quotidiano "Il Mattino" del 5 luglio 2001 è stato pubblicato un articolo dal titolo "Fari e luci sul Vesuvio"

Si tratterebbe di un progetto Regione-Enel per illuminare a giorno il Vesuvio (dal basso verso l'alto, si legge nell'articolo) e perfino l'interno del cratere.

Non contenti, poi, i tecnici Enel e della regione stanno studiando il modo di illuminare anche i Monti Lattari e numerose localita' di interesse paesaggistico soprattutto nella penisola sorrentina e amalfitana.

Di seguito pubblichiamo la lettera di protesta inviata dall'UAI alla Regione Campania, ed il testo integrale di quanto apparso sul quotidiano partenopeo.

 


Lettera di protesta inviata dall'UAI alla Regione Campania


Spett. Presidente della Regione Campania  

Spett. Redazione de “Il Mattino”  

Spett. Amministratore Delegato dell’Enel Spa

Oggetto: progetto di illuminare il Vesuvio

Spett. Presidente della Regione Campania, Spett. Redazione, Spett. Amministratore Delegato dell’Enel Spa, Franco Tatò,

Vi scriviamo in merito alla proposta in oggetto, pubblicata sul  Quotidiano Il Mattino in data 5.7.2001.

Credevamo che dopo aver sventato la proposta di Nuccio Fava di illuminare l’Etna, la storia di illuminare i vulcani fosse finita, ma ci eravamo sbagliati.

Riteniamo che la proposta di illuminare il Vesuvio sia assurda in quanto provocherebbe una serie di danni dovuti all’inquinamento luminoso di tipo: culturale per la perdita della visione del cielo stellato, scientifico per il grave danno all’osservazione astronomica degli astrofili ed astronomi (chiusura dell’osservatorio astronomico i Capodimonte), ecologico per i danni all’ecosistema (sintesi clorofilliana, deviazione di rotta per gli uccelli, flora e fauna, moria per miliardi di insetti), fisico  e psicologico (notti in bianco per gli abitanti dei paesi del comprensorio), sicurezza (pericolo per le rotte aeree), economico (spesa ingente che graverebbe sulle casse dei Comuni),  energetico (energia utilizzata e prodotta inutilmente).

La Campania, dal punto di vista astronomico, a causa del Vesuvio illuminato verrebbe screditata su tutto il pianeta; sicuramente, anche su nostra richiesta ci sarebbe un intervento della Comunità astronomica internazionale, compresa l’IDA (Dark Sky Association).

Forse è meglio che i promotori dell’iniziativa acquistino e leggano la nostra recente pubblicazione “Manuale per la lotta all’inquinamento luminoso”, autore Carlo Rossi, editore Unione Astrofili Italiani, così potranno  capire qual è il problema.

All’Amministratore Delegato dell’Enel, Franco Tatò, diciamo che è meglio desistere dall’impresa per i motivi di cui sopra ed anche perché se l’Enel accettasse ed i Comuni della zona fossero d’accordo, l’Enel stessa cadrebbe in grave contraddizione in quanto è in prima linea contro l’inquinamento luminoso con la Società controllata So.l.e. Spa, che fra l’altro ha firmato un protocollo d’intesa sulla lotta all’inquinamento luminoso con l’Unione Astrofili Italiani nel Settembre 2000.

Concludiamo questa breve nota, consigliando ai promotori di documentarsi prima di fare delle proposte dannose per l'ambiente.

La nostra speranza è che tutto finisca qui e che "il sogno" dei promotori rimanga nel cassetto per il bene della Campania, dell'ambiente e dell’astronomia, ma nel caso che il progetto prendesse corpo, i promotori ed i realizzatori troveranno in noi degli oppositori durissimi.

Distinti saluti

Civitavecchia 8.7.2001

Ing. Carlo Rossi*

* Responsabile Commissione Inquinamento luminoso dell’UAI  

 


 

Testo integrale degli articoli de "Il Mattino"  
(
vedi prima pagina):

 

PROGETTO REGIONE-ENEL
BELLO DI NOTTE - FARI E LUCI SUL VESUVIO

di Franco Mancusi

Il Vesuvio by night. Riflettori puntati sul vulcano più famoso del mondo. L'eruzione è lontana? Perchè, allora, non valorizzare sino in fondo le straordinarie potenzialità turistiche del cratere e del suo paradiso terrestre circostante? Cominciando con una trovata forse discutibile, ma di sicuro effetto spettacolare, come questa di far luce sul cono superficiale.
Nei piani della Regione, una volta espletati i preliminari giuridici, si procederà subito, attraverso la sistemazione di grossi fari in grado d'illuminare non soltanto la zona craterica, come un vero e proprio edificio monumentale, ma anche sentieri attrezzati per suggestive passeggiate notturne (in attesa del ripristino dell'antica "funiculì funiculà") e persino gli spazi interni della bocca vulcanica, lì dove le temperature delle fumarole lo consentiranno. Con l'Enel, protagonista dell'operazione, sarà definito un piano di più vasta portata, per la valorizzazione di alcune oasi dei monti Lattari, degli angoli più incantevoli della Costiera Sorrentina e di quella Amalfitana.

Un colpo d'occhio entusiasmante, per una inedita cartolina by night, destinata a conquistare l'attenzione dei turisti di tutto il mondo. Intanto, però, non bisognerà allentare l'attenzione sui programmi che la Protezione Civile sta preparando per garantire la sicurezza di quanti abitano nei diciotto Comuni addensati alle falde del vulcano (a Portici, il 29 settembre, si svolgerà la terza esercitazione per collaudare sul campo i piani di fuga previsti nel caso di una improvvisa emergenza). Ed ecco provata la necessità di puntare su modelli di sviluppo consoni alle particolari caratteristiche del comprensorio vesuviano.
Visite guidate, itinerari selezionati, turismo di transito controllato. E sul piano psicologico, per le comunità locali, la dimostrazione che con la presenza e il rischio del vulcano è possibile non soltanto convivere, ma anche produrre e lavorare. La scommessa è sulla capacità di trasformare in risorsa una realtà sinora legata soltanto al concetto dell'eruzione e della catastrofe naturale. Turismo e sicurezza, evidentemente, sono un binomio sul quale si può puntare.

LUCI SUL VULCANO
TURISTI DA TUTTO IL MONDO

di Franco Mancusi

Luci sulla ribalta del vulcano più famoso del mondo. Riflettori puntati sul gigante addormentato, simbolo per eccellenza della città di Napoli. Una cartolina inedita, magari discutibile, ma di grande effetto e attrazione spettacolare. L'idea è semplice, parte da una premessa evidente: se la "montagna", per il momento, dorme sonni tranquilli, se il rischio di un'eruzione - grazie a Dio - è ancora lontano, perchè non valorizzare al massimo le straordinarie potenzialità turistiche dell'intero comprensorio vesuviano? Bene, benissimo fa la Protezione Civile a costruire, tassello dopo tassello, un sistema di prevenzione in grado di garantire la sicurezza di quanti abitano nei diciotto Comuni che circondano il cratere (a Portici, per la fine di settembre, si svolgerà la terza esercitazione pratica di fuga dal territorio a rischio). Nel frattempo, però, considerando l'interesse crescente dell'opinione pubblica per le vicende legate alla presenza dello "sterminator Vesevo" sullo sfondo dell'incantevole golfo napoletano, perchè non incrementare ulteriormente le iniziative di sviluppo e di conoscenza di un paradiso naturale tanto amato dai turisti di tutto il mondo? 
Il progetto, al vaglio della Regione, prevede una copertura luminosa totale della vasta area craterica. Riflettori sistemati dal basso, per mettere a fuoco l'imponente cono vesuviano, come un vero e proprio edificio monumentale. Sentieri attrezzati per suggestive passeggiate notturne. Luci collocate persino all'interno della bocca vulcanica, Protezione Civile permettendo. Non ancora definita, ma comunque considerevole la spesa, che potrebbe essere distribuita attraverso una serie di capitoli finanziari non soltanto regionali. Decisivo risulterà il ruolo dell'Enel, impegnata a promuovere un'operazione a più largo raggio, per illuminare anche parte dei monti Lattari, oltre ai punti strategici della Costiera Sorrentina e di quella Amalfitana. Per il momento sono in corso le procedure preliminari, di carattere tecnico e giuridico. 
Poi l'ambiziosa operazione Vesuvio, che la Regione dovrebbe affidare ad una società specializzata in grandi allestimenti monumentali, potrà decollare. E tra qualche mese, insieme con gli itinerari proposti dall'Osservatorio e le escursioni offerte dai circoli degli ambientalisti, potrebbe essere varata la nuova cartolina del Vesuvio by night, in grado di stupire sempre più turisti e visitatori, in tutto il mondo. In un secondo momento sarà esaminata anche la possibilità di recuperare il vecchio progetto della funicolare, che già un secolo fa aveva "pubblicizzato" l'emozione della passeggiata sulla sommità del vulcano, grazie ai versi di una canzone diventata famosa, "funiculì, funiculà...". La sola idea d'illuminare il Vesuvio, però, è destinata a lasciare subito il segno. Facile immaginare le reazioni, le polemiche, i giudizi contrastanti. Trovata di grande suggestione, o impresa-kolossal di dubbio gusto, all'americana per intenderci? Spettacolo di grande attrazione turistica, o soltanto un colpo di scena, privo di particolari sensazioni?
Promozione culturale, o piuttosto il miraggio di un business generalizzato? Molto si potrà discutere, prima che la Regione definisca il suo ardito progetto. Ma una cosa è certa e va ribadita: i riflessi dell'operazione sulle potenzialità turistiche del vulcano, nel mondo, saranno rilevanti.


Il quotidiano ha pubblicato le prese di posizione di alcuni astrofili che hanno spiegato l'assurdità del progetto (articolo).

 


 

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